Il fascismo perfetto: Sabaudia
by Parolibero
Veh, son tornato dalle ferie in anticipo e mi prudono un po’ le mani, per cui beccatevi questo post nostalgico - provocatorio e zitti. Dunque come vi avevo detto trascorro le vacanze a Sabaudia, la città del fascismo perfetto. Io la chiamo così perché a vederla, a viverla, ci si rende conto di quanto sia stato alto, immenso e nobile il fascismo in certi suoi risultati concreti. Nella sua visione sociale ante litteram (”andare verso il popolo”, “la terra a chi la lavora”), nel suo guardare al futuro dell’Italia ed esclusivamente al concetto di bene della Nazione.A Sabaudia, e in tutto l’Agro Pontino: dov’erano paludi e zanzare, ora si perdono a vista d’occhio ortaggi e frutta. Aperta parentesi: l’anonimo estensore della voce di Wikipedia riesce a mettere l’accento sul fatto che la bonifica “distrusse un ecosistema bellissimo” pur di non rendere merito all’opera fascista, e poi canna clamorosamente la data di inaugurazione di Sabaudia, che è il ‘34 e non il ‘36: chiusa parentesi, dicevo;
dov’era un ambiente malsano, e si moriva di malaria, ora sorge una cittadina ordinata e pulita, capolavoro e simbolo della città moderna nella concezione dell’architettura razionalista. Dov’era analfabetismo e miseria, il Duce mandò una forte colonia veneta a lavorare la terra, e a goderne dei frutti, a costruire un futuro in cui si potesse essere orgogliosi di dirsi italiani e fascisti.
Il genio di Mussolini, per convincere quei caproni dei nordici ad emigrare e figliare in quelle terre, arrivò perfino a “inventare” e a cavalcare il caso di una santa bambina, Maria Goretti, veneratissima da queste parti, e il cui assurdo processo di beatificazione è stato criticato pezzo per pezzo da Giordano Bruno Guerri in un ottimo libro di diversi anni fa (”Povera santa, povero assassino“).
Ma a parte questo, la grandezza sociale e scientifica della bonifica, che si avvalse della mente straordinaria di Arrigo Serpieri, rimane: mi fa rabbia pensare quanto bene il fascismo e Mussolini avrebbero potuto recare all’Italia se solo non fossero andati a confondersi con Hitler e il nazismo, con una guerra disastrosa e infame. Ma ovviamente la storia non si fa con i se e con i ma.
Tutto ciò pensavo tra un bagno e l’altro a Sabaudia, tra una scorpacciata di mozzarella di bufala e un sauté di cozze e vongole. Tutto ciò, pensavo che avrei detto a mia figlia di non dimenticare, tra qualche anno, quando potrà capirlo. Su alcuni palazzi campeggiano ancora le vecchie scritte “Vincere”, o le iscrizioni dell’Opera nazionale combattenti del conte Orsolini Cencelli, che della costruzione di Sabaudia, orgogliosamente eretta in 253 giorni, fu l’artefice principale. Solo due numeri tratti da qui:
(…) Al termine della bonifica i due consorzi (Piscinara e Pontino) realizzarono:
- 800 Km di strade di grande comunicazione e 500 Km di strade poderali e comunali
- 2400 ponti per attraversare i 500 km di canali di scolo e 250 Km di canali irrigui
- 18 impinati idrovori fra i quali l’idrovora Mazzocchio in grado, con le sue sette pompe, di raggiungere una portata di 5.000 litri/secondo.
L’ONC, nello stesso periodo realizzava 3.040 poderi, che si andavano sommando ai 573 poderi realizzati da privati (…)
Eppure l’incuria e la vergogna, la gravissima rimozione collettiva che viene sistematicamente applicata a quel periodo fanno capolino anche qui, in questa cittadina governata da una giunta di destra da svariati anni: ad esempio, il bel palazzo delle Poste (nella foto) costruito dal più geniale degli architetti, Angiolo Mazzoni, un edificio all’avanguardia settant’anni fa, che oggi versa in condizioni di progressivo degrado ed è inutilizzato da almeno un anno.
Ecco, ho voluto raccontarvi il fascismo perfetto di Sabaudia. Concludo dicendo che quando questo paese smetterà di vergognarsi di tutto quel che di buono c’è stato in quel fatidico ventennio, forse sarà un Paese migliore.
June 28th, 2006 at 4:57 pm
Non immagini quanto te l’appoggio!
E poi adoro l’architettura Mazzoniana.
Basta guardare l’ala della Stazione Termini di quell’epoca per immaginare la grandiosità essenziale dei suoi progetti.
Se hai fatto qualche altra foto del palazzo delle Poste, me le mandi? :)*
June 28th, 2006 at 8:06 pm
@ MarBel: Mazzoni era un genio autentico, ovviamente insieme a Piacentini, Terragni e molti altri…tutto preso dalla bambina, non ho fatto in realtà foto mie (anche quella che ho messo è presa dalla Rete)…ma provvederò presto, per testimoniare meglio il degrado in cui versa ;-)
June 29th, 2006 at 9:50 am
io sono un appassionato della storia del Ventennio e naturalmente non tollero la vicenda in sè, quella dittatoriale, la guerra, le leggi razziali e via discorrendo, ma il primo a riconoscere alcune cose positive al fascismo fu Togliatti, dopo la guerra (in particolare per la legislazione sociale avanzata).
June 29th, 2006 at 10:03 am
@ Watergate: verissimo, fai bene a ricordarlo.
June 29th, 2006 at 11:59 am
Ehi Giggi sei già tornato!!!
Non ho fatto in tempo a chiamarti, ho avuto molti e spiacevoli inconvenienti in questi giorni. Mi dispiace, ma ti chiamerò comunque presto.
Per quanto riguarda l’architettura delle città fasciste, spero che presto verrai a Latina. Abituato al caos incivile di Roma, non potrai che riconciliarti con l’idea di città.
a presto!
June 29th, 2006 at 3:48 pm
“mi fa rabbia pensare quanto bene il fascismo e Mussolini avrebbero potuto recare all’Italia se solo non fossero andati a confondersi con Hitler e il nazismo, con una guerra disastrosa e infame. Ma ovviamente la storia non si fa con i se e con i ma.”
appunto!
Ma il nostro Msi, lo scopo di difendere queste memorie, che prima o poi dovranno divenire condivise, lo ha svolto più che egregiamente…
June 29th, 2006 at 4:07 pm
Sai, per me il fascismo è come Hannibal Lecter: mi affascina, ma è uno psicopatico cannibale.
Le utopie del fascismo mi affascinano, ma ha instaurato l’abominio delle leggi razziali. Leggi dello stato, non follia di pochi.
June 29th, 2006 at 6:20 pm
@ iopenso: bentrovato, a presto. Ribattezzo mia figlia da Vittoria a Littoria? ;-)
@ Camelot: sì, eppure di quel retaggio ben poco è rimasto dentro An (vedi post successivo)
@ Aquatarkus: capisco e rispetto quelli come te che “non ce la fanno proprio”. Con questo post ho solo voluto dire che non si diventa fascisti solo a notare che, per esempio, la bonifica è stata una cosa grandiosa.
June 30th, 2006 at 12:30 pm
Uagliò, bentornato.
Un giorno queste - e molte altre cose - verranno rivalutate e verranno (ri)viste in tutta la loro straordinaria portata. Un giorno, appunto! Ma prima occorrerà che gli italiani (ri)conquistino la vera libertà, che é libertà dai pregiudizi e dai condizionamenti. Nu vasille.
June 30th, 2006 at 5:26 pm
Zia Concettì, voi sì che siete saggia. Riverisco.
June 30th, 2008 at 7:26 pm
Onore al Fascismo e alle sue idee di Popolo! Da sempre Fascista
Complimenti per la tua onestà intellettuale parolibero