Atreju 2006 - Il razzismo è di sinistra
by Parolibero
Bel dibattito, quello concluso poco fa ad Atreju 2006, intorno al pamphlet provocatorio e irriverente di Marco Marsilio, uscito qualche mese fa da Vallecchi: Razzismo. Un’origine illuminista (188 pagine, 18 euro).Schiere di professori entusiasti delle magnifiche sorti del progressismo illuminista, ci hanno infatti spiegato che col secolo dei lumi la ragione riprende finalmente il suo posto, la storia il suo corso verso la giustizia e l’uguaglianza, l’uomo il suo destino finalmente libero da ogni superstizione e paura. Non che non sia vero, in parte. Ma insieme a questo, si producono danni impensabili e si gettano - certo inconsapevolmente - i semi dell’odio futuro: l’annullamento di ogni senso del sacro, l’eliminazione delle differenze, i diritti dei popoli all’autodeterminazione, la difesa delle minoranze e delle identità produrrà, soprattutto in Europa, i germi del nazismo e del comunismo.
Esiste quindi, ha notato Aldo di Lello, caposervizio cultura del Secolo d’Italia, un “cuore di tenebra” del pensiero illuminista che è stato perlopiù dimenticato, per comodità e servilismo ideologico. In questo cuore di tenebra, dice di Lello, Marsilio - che è consigliere comunale di AN a Roma, oltreché studioso e appassionato di filosofia e storia delle idee - è in questo cuore oscuro che l’autore affonda il suo stiletto avvelenato, quanto intellettualmente onesto.
Non è bello, si legge nell’introduzione del volume, che qualcuno ci ricordi che Kant, il grande Kant, pensava che “i negri puzzassero”, mentre Voltaire, il raffinato Voltaire, fosse convinto che “le africane si accoppiassero con gli scimpanzè dando vita a mostri sterili”, o che “i mulatti sono semplicemente una razza bastarda”. Per Montesquieu invece “non ci si può convincere che Dio, il quale è un essere molto saggio, abbia posto un’anima e soprattutto un’anima buona, in un corpo tanto nero”.
Non è carino ricordare che i campioni dell’illuminismo (e finanche del liberalismo, come Locke, convinto che “il bambino può dimostrarvi che il negro non è uomo”) fossero anch’essi schiavi del pregiudizio più brutale e pericoloso: la superiorità della razza bianca sulle altre. Non si fa, Marsilio, lei è stato cattivo e non sarà recensito dalla stampa che conta, né invitato nei salotti o premiato pubblicamente.
Battute (tristi) a parte, il merito del libro di Marsilio, che lo ha spiegato da sé su invito del moderatore Gianmario Mariniello, giovane dirigente di AG, è quello di aver raccolto in un testo abbordabile, non specialistico eppure molto documentato, le teorie razziali nel corso della storia, di aver allargato l’obiettivo a tutti i razzismi e alle loro origini, non solo a quello antisemita, non solo alla follia hitleriana e all’unicità della Shoah di cui tanto si parla e che nessuno contesta, ma che ha gettato nell’oblìo molti altri etnocidi. Il tutto, ha sottolineato l’autore, stando alla larga dal negazionismo e dalla “volgare classifica di quale razzismo abbia provocato più danni”.
Insomma, due luoghi comuni sfatati in una sola serata: che a destra non si fa cultura e che il razzismo sta solo da una parte. Son cose.
September 15th, 2006 at 12:09 am
Splendido post :)
a.man.
September 15th, 2006 at 1:18 am
Non ho letto il libro, ma dubito che gli autori citati avessero teorie razziste. piuttosto, certamente, dei pregiudizi, come anche il grande Jefferson.
Di fatto, sono le loro teorie filosofiche e politiche, dei diritti universali, che hanno posto le basi per il superamento dei loro stessi pregiudizi.
Riguardo il razzismo come categoria storica e scientifica occorre fare attenzione al suo uso.
saluti,
JimMomo
September 15th, 2006 at 3:02 am
Jim, leggiti il libro: è foriero di sorprese. GM
September 15th, 2006 at 8:00 am
Se il razzismo è di sinistra, perché la Destra a Trieste si oppone al bilinguismo, continua a chiamare sciavi gli Sloveni etc. etc.
September 15th, 2006 at 9:37 am
@ andrea: troppo buono =D
@ jimmomo: leggilo, non mette in dubbio quel che affermi tu, si concentra invece sui mille “ma” che ne derivano
@ Gianmario: a te grazie e a sabato, ieri non ho avuto modo di presentarmi
@ bananattack: non mi sembra che lì si possa parlare di razzismo, semmai difesa dell’identità linguistica, sociale e culturale (da entrambe le parti). Mi sembra diverso.
September 15th, 2006 at 10:40 am
Il titolo mi sembra molto “forte”.
Bene comunque che si faccia chiarezza su alcuni aspetti poco noti.
ciao e a domani!
September 15th, 2006 at 3:06 pm
scusate, ma libri a parte, visti gli autori e i pensatori chiamati in causa, io vorrei capire una cosa.
il liberalismo è un valore condiviso o no? kant, voltaire, montesquie, locke, al di là dei noti episodi che si possono portare a discredito della loro personalità, hanno teorizzato e consolidato l’impianto dello stato liberale, che per tanto è fondato sull’illuminismo con tutte le sue conseguenze. volete sacrificare il liberalismo al neoconservatorismo e/o teoconservatorismo? perché messa così, come la mette pera, come la mette il centrodestra, i due contesti diventano alternativi e incompatibili. e allora sfido che vi manca il terreno sotto i piedi e siete costretti ad attingere dalla storia infinita o dal signore degli anelli.
September 15th, 2006 at 3:11 pm
Caro Sostieneproudhon, ormai la critica all’illuminismo è il nuovo vezzo anticonformista della destra che non riesce a superare il suo complesso d’inferiorità e si rintana in un anti- speculare all’anti-berlusconismo che ha tenuto insieme la sinistra.
ciao,
JimMomo
September 15th, 2006 at 3:21 pm
Sapere che a destra si sia fatta per una sera cultura è una notizia.
Ma le tua idee sull’illuminismo come si conciliano con la tua vena futuristica?
Mi sono piaciuti diversi punti di questo post che condivido.
September 15th, 2006 at 4:15 pm
E’ quanto ebbe a sostenere anche George Mosse (l’autore del famoso Nazionalizzazione delle masse)tempo fa nel libro Le origini del razzismo. Il razzismo nasce dall’egualitarismo, ovvero dalla negazione della realtà.
Max74
September 15th, 2006 at 5:15 pm
@ sostieneproudhon: il liberalismo è un valore condiviso, certo, ma non è una condivisione debole quella che ha “paura” di un libro che prova a trarre conclusioni diverse? Inoltre, la cultura di destra è molto più che il Signore degli Anelli, se non la conosci o non la ritieni degna di nota francamente, è un problema tuo.
@ jimmomo: sposti il discorso sulla politica attuale, cosa che non mi interessa e non era nelle intenzioni del post. Il fatto è che a destra ci piace anche smontare e criticare, non avere certezze apodittiche e aprioristiche, coltivare il sacro dubbio e l’iconoclastìa. Insomma essere liberi, sempre.
@ francescav: non ho parlato di idee mie sull’illuminismo, ma riportato il lavoro di uno studioso che credo meriti attenzione perché offre spunti “politicamente scorretti”. Vedo con dispiacere che nutri qualche pregiudizio sulla cultura di destra, gradirei che approfondissi e lo superassi perché ti stimo.
@ max74: infatti, Mosse è tra i testi sacri citati anche da Marsilio nel suo libro.
September 15th, 2006 at 6:01 pm
dai, la mia era una frecciatina. la cultura di destra sarà sicuramente fiorente, ma non dire a me che pecco di non conoscerla se voi intitolate la vostra manifestazione ad atreju e sebastian, peraltro in perfetta conitnuità con la critica alla modernità e al nichilismo. poi a me la trilogia tolkeniana piace.
sul liberalismo, non si tratta di avere paura di un libro che trae conclusioni diverse, quelle sono posizioni legittime, il problema è che sono logicamente incompatibili col liberalismo, quindi non è che delegittimo la posizione in sé, dico solo che si deve essere coerenti.
September 15th, 2006 at 6:06 pm
una lettura critica dell’Illuminismo è necessaria; specie in questo momento dove l’Illuminismo stesso è usato come un’arma da parte di alcuni gruppi (guarda caso la Destra neocon) in funzione antiislam.
Tuttavia è bene contestualizzare quello che è un fenomeno elaborato da uomini del 700.
Mi pare alquanto bizzarra poi l’affermazione che il nazismo sia stato “piantato” dall’Illuminismo è una tesi piuttosto ridicola visto che il nazismo stesso ebbe in odio le principali idee illuministiche
Il problema con la Destra “nera” è sempre lo stesso: il tentativo (malriuscito) di far passare un’equiparazione tra società aperta e società chiusa (patriarcale) , puntando su una cultura (di stampo illuministica) molto critica verso il passato e capace di contestare ogni ipse dixit .
Concordo con chi dice che questo modo di fare è dovuto ad una complesso verso la cultura illuministica e quella società aperta che ne è derivata, purtroppo complesso che non supereranno mai dato che basato su un’effettiva inferiorità tanto che in queste operazioni sono costretti a decontestualizzare i fenomeni e sperare che nessuno se ne accorga.
Non si inviterà a bruciare quel libro (cose non illuministiche che facevano i sostenitori della crociata antiilluminista ) ma non mi sembra valga la pena comprare un libro del genere
ma illuministicamente dico SAPERE AUDE e dato che l’economicità non è un problema per questa Destra che va oltre il piano materiale….. aspetto che inseriscano gratis il libro sul web
saluti
September 15th, 2006 at 8:12 pm
@ sostieneproudhon: ok per la frecciatina, non me la prendo mica. Figurati che se fosse per me io la manifestazione l’avrei intitolata al grande Marinetti! =D
Sulla seconda parte del tuo discorso, se conosci la cultura di destra dovresti conoscere anche la politica di destra, e sapere che ci sono tante anime al suo interno, qualche volta molto lontane fra loro (mentre sul piano culturale questo è una ricchezza, trovare una sintesi politica è spesso arduo e le vicende di An lo dimostrano).
@ a dirla tutta, dalle “nostre” parti si leggeva criticamente l’illuminismo ben prima che venisse fuori la destra teocon. Tant’è.
Sbagliate tu e quanti sostengono si tratti di un “complesso”, si tratta invece di un’orgogliosa ribellione a un’egemonia culturale, propalata a tutti uguale a sé stessa da due secoli, e accettata perlopiù per pigrizia intellettuale: c’è differenza.
Infine: che il libro valga la pena di essere comprato o no, io di solito lo decido dopo averlo preso in mano ;-)
September 15th, 2006 at 8:13 pm
la seconda risposta qui sopra è ovviamente per filomenoviscido
September 15th, 2006 at 8:41 pm
questo è lo spirito : P
per quanto riguarda l’eteoregeneità della cultura di destra, non è quello a cui mi riferivo. è l’impianto metodologico di base che è importante: illuminista (liberale e relativista) o non illuminista non è un valore, è un metodo. quel metodo che legittima la contrapposizione di valori con pari dignità (perché positivi, posti e non ereditati all’esterno dell’uomo) e fra i quali, democraticamente, si scelgono i più efficaci, con il limite ben preciso di non poter intaccare la sfera individuale (altrimenti cadrebbe l’impalcatura metodologica). allora, non si tratta di criticare il metodo perché egemonico: voi stessi puntate all’egemonia della democrazia, come penso sia un bene che nella scienza sia egemone il metodo scientifico, per non addentrarci nell’epistemologia.
quest’impianto è la culla della democrazia e della libertà, nella quale possono spaziare destra e sinistra. la destra italiana sembra invece essersi dimenticata di questa premessa, vedi Pera che un tempo era popperiano convinto, in favore di un neoconservatorismo che parla di diritti natural-divini.
non che non sia legittimo, semplicemente lo trovo contraddittorio rispetto ad una attribuzione del patrimonio liberale; per questo vengo a chiedere chiarezza.
September 15th, 2006 at 9:01 pm
Francamente sono sconcertato… il razzismo e’ un meccanismo umano attraverso il quale ogni gruppo etnico riconosce l’alieno come l’affine… che c’entra la politica? L’osservazione che i “negri” puzzano va contestualizzata; basta annusare una persona appartenente ad un gruppo etnico differente e se ne avra’ conferma, o anche gli odori sono di destra e sinistra? Gli illuministi erano gente che osservava la Natura ed erano piuttosto inclini a mettere da parte la superstizione. Quando un bianco ed una nera si accoppiano generano spesso un mulatto, che dal punto di vista etnico e’ un “bastardo”. Non ci vedo di che offendersene. Che poi ogni uomo sia titolare di eguali diritti, mi pare pacifico, ma quest’analisi e’ fatta per palati accomodanti e cervelli addomestivati.
Lo PseudoSauro
September 15th, 2006 at 9:07 pm
Se poi qualcuno a destra mi abbraccia la “societa’ aperta” significa che la colonizzazione e’ completa. La societa’ e’ una forma ed ogni forma e’ riconoscibile in quanto ha caratteristiche ben precise, ergo, se una societa’ e’ “aperta” non ha una forma (leggi identita’). Mi auguro di aver letto male… sono capitato dai DS per sbaglio?
Lo PseudoSauro
September 15th, 2006 at 9:48 pm
@ sostieneproudhon: molto interessante la tua digressione, però è appunto una digressione e ci porta lontano. Ribatto solo su un punto: a noi (ma poi a noi chi? Io mi considero un battitore libero ovunque), a noi dicevo non interessa sostituire un’egemonia con un’altra, ma smascherare le magagne della prima senza gettarne via i meriti, e semmai dire al grande pubblico: oh, guarda che ci siamo anche noi con le nostre cose, a fare cultura e ad elaborare idee che forse potrebbero farti abbandonare le tue convinzioni preconcette.
@ pseudosauro: società aperte e chiuse le ha tirate fuori filomenoviscido. In linea teorica potrei essere d’accordo, anche se trovo il ragionamento un po’ contorto. Credo che se dici a un negro “tu puzzi” non puoi poi andare a spiegargli che l’osservazione andava contestualizzata ;-)
E comunque, Ds a chi? =D
September 15th, 2006 at 9:50 pm
Ciao Giggi!
Interessante il tema, purtroppo non ho letto il libro.
Penso che un fondo di verità ci sia. Cerco di spiegarmi. L’Illuminismo è stato sicuramente il fenomeno che più ha sconvolto la vita degli uomini e le categorie a cui per secoli ci si era conformati. Per alcuni versi è stato “provvidenziale”: i diritti dell’uomo, la critica all’assolutismo ecc.
Per altri versi ha innalzato la scienza (e il relativo sviluppo industriale) a punto di riferimento esclusivo, a scopo ultimo della comunità. Penso che fosse “logico” per un Kant, un Locke ritenere subumani i neri e i diversi in generale. E diversi da chi? Diversi dai popoli (specialmente anglosassoni) che a quel tempo detenevano il primato scientifico e politico. L’impero dei mari costruito dagli inglesi li portava a contatto con culture realmente lontane anni luce, quasi ci si incontrasse tra abitanti di pianeti diversi.
Ovviamente il fatto che loro, inglesi (ma anche olandesi, portoghesi, spagnoli) trionfassero con armamenti moderni su comunità di uomini totalmente differenti li faceva sentire diversi, migliori. E, probabilmente, gettava le basi per astruse teorie scientifiche che giustificassero sfruttamento selvaggio e supremazia.
Il Medioevo e ignorava quasi del tutto il “razzismo” che oggi conosciamo. Specialmente per noi, popoli mediterranei, è sempre stato normale confrontarci con altre culture, diluendo nei millenni e nei secoli tutte quelle differenze culturali (e anche estetiche) che in pochi decenni hanno sconvolto i “nuovi ricchi” del mondo.
Molto interessante comunque!
Salvs!
il Vicerè
September 15th, 2006 at 9:53 pm
Dice bene Max74. La critica va fatta all’egualitarismo che parte dall’Illuminismo e poi si divide nei due tronconi principali, ovvero: liberalismo e socialismo. L’egualitarismo liberale e’ ben diverso da quello socialista, ma all’atto pratico, quando viene impiantato in un contesto come quello USA, che deve necessariamente fare convivere piu’ etnie sullo stesso territorio, diventa la stessa cosa. La competizione naturale (non c’e’ solo la Ragione, c’e’ anche la Natura) sulla quale viene innestato un principio utopistico e confliggente e’ esattamente il problema che gli USA stanno affrontando ora. La discriminazione costruttiva ed altre cosucce distruggono la competizione e realizzano una specie di socialismo. Fare il paragone tra la societa’ USA ed un qualsiasi paese europeo e’ una cosa da ricovero psichiatrico coatto. Gli europei chiamavano con disprezzo gli americani “deracine’es”… la destra conservatrice americana difende il modello multietnico in quanto e’ quello delle origini, quando noi facessimo altrettanto non saremmo nemmeno piu’ destra, o Evola e’ stato archiviato anche lui? Vi puo’ essere continuita’ nella tradizione in altro modo? La sfida sara’ piuttosto conciliare Evola con Marinetti, non tanto copiare modelli egualitaristi che non funzionano nemmeno dove sono stati inventati. Senza dire del fatto marginale che in 400 mila kmq2 non si puo fare cio’ che si fa in 9 milioni nemmeno volendolo.
Lo PseudoSauro
September 15th, 2006 at 10:01 pm
capisco quello che dici, e me ne compiaccio, solo che ho il “dovere” di dirti che dall’esterno la posizione percepita è poco chiara. apposta penso che un confronto sull’argomento della mia “digressione” sia necessario prima di parlare di pacs, di eutanasia, di ricerca oltre che di mercato, per riempire di un significato ben definito la parola libertà.
vediamo cos’altro esce fuori in questi due giorni che restano.
un saluto
proudhon
September 15th, 2006 at 10:47 pm
@ a tutti: grazie, ne è nata una bella discussione, forse troppo alta per questo mio piccolo blog
@ Viceré: centri un punto che mi sembra di aver scritto nel post: anche quelli che oggi consideriamo - giustamente - campioni del liberalismo, soffrivano com’è naturale i pregiudizi del sistema politico economico e sociale in cui vvevano. A me sembra perfino l’acqua calda, ma se lo scrivi in un libro ben documentato, se soprattutto lo scrivi da destra, qualche anima bella (non mi riferisco ai commentatori) si scandalizza: è questo che mi fa impazzire.
@ Pseudosauro: “la sfida sarà conciliare Evola con Marinetti”, davvero ottimo. Vado a rileggere “Gli uomini e le rovine”, ché è passato qualche anno ;-)
@ sostieneproudhon: sono assolutamente d’accordo, se con questo intendi che la politica (e le politiche di governo) debbano sempre essere precedute da un’adeguata (e chiara) elaborazione culturale. Mi sembra che sia questo il principale problema, oggi, di An (e se lo dico io!). Ad Atreju, quantomeno ci si prova.