Telecom: Prodi deve dimettersi, subito
by Parolibero
La vicenda è grave. Gravissima. E stanno già tentando di mettergli il silenziatore. Io no.C’è un presidente del Consiglio che prende accordi riservati con il presidente della maggiore azienda tlc del paese per salvare - così si dice - l’azienda stessa dai debiti (41 miliardi di euro, altrove l’autore di tal capolavoro starebbe da tempo in carcere) e ricondurla così nel perimetro delle partecipazioni statali attraverso la Cassa depositi e prestiti. C’è perfino un piano dettagliato stilato da un fidato collaboratore del premier, Angelo Rovati (qui una sua intervista a Sabelli Fioretti). Ci sono due incontri tra Prodi e Tronchetti Provera, il 19 luglio e il 2 settembre. Dopo qualche giorno si tiene un consiglio di amministrazione che si appecorona all’idea di Tronchetti Provera di scorporare la Tim, gioiello di famiglia da 35 miliardi di euro, per metterla eventualmente sul mercato. I titoli vengono sospesi in Borsa, com’è giusto (ma non Telecom Italia media, che fa parte della stessa galassia: perché?). Tg e quotidiani sparano a tutta la notizia del riassetto e puntano il dito sullo scorporo Tim che, si dice, a quel punto potrebbe essere facilmente scalata dai grupponi tlc tedeschi o britannici, o dai fondi di investimento statunitensi.
Poi, il putiferio. Prodi legge i giornali e smentisce l’esistenza di accordi, o meglio sostiene che Tronchetti Provera ha assicurato che la Tim resterà in mani italiane. Si parla anche dello straordinario potere di veto (la cosiddetta golden share) che il Governo può esercitare in questi casi, per opporsi all’operazione (non se ne parla nemmeno, dice intanto Almunia da Bruxelles: il mercato è sovrano). Tronchetti Provera, un furbacchione bravo finora a non inimicarsi il centro-destra né il centro-sinistra, a quel punto, di fronte a quello che considera un dietrofront dell’esecutivo, si fa girare il chiccherone e parla di “politici da Sudamerica”.
Domande. Chi sta mentendo tra lui e Prodi? Possibile che una vicenda così importante e strategica per il Paese sia trattata a livello di carboneria? Possibile che il capitalismo italiano continui ad essere ammalato di nanismo?
Io vorrei che tutti quelli che hanno parlato e straparlato del conflitto di interessi di Berlusconi, della repubblica delle Bananas, degli amici degli amici, dei favori di Craxi, ricordino che ci sono notevoli e inquietanti precedenti storici di inciucio tra sinistra e poteri forti (da presidente dell’Iri l’attuale premier tentò di svendere la Sme a De Benedetti, e il governo Ciampi gli regalò le frequenze Omnitel). Io vorrei che tutta qesta gente stia muta, per un giro, e provi un briciolo di vergogna.
Prodi dimostri concretamente che non siamo in Sudamerica e si dimetta. Subito.
September 14th, 2006 at 9:49 am
Paisà, bentornato! Pensa che ti stavo mollando un post del tipo…Ma in Maremma il tempo scorre o si è fermato? ‘nu vasille
September 14th, 2006 at 9:59 am
@ zia concetta: bentrovata, poi ti racconto della Maremma, con foto e tutto. Ora parliamo di Prodi, eh ;-*
September 14th, 2006 at 12:24 pm
Voglio vederci chiaro su questa vicenda, se così fosse sarebbe gravissimo!
Per quanto riguarda il tuo commento sull’inedita sono d’accordo che chi porta il pallone può andarsene quando vuole però il sig.Neri ha provocato tanto malumore tra i bloggers esclusi ed è un fatto che andava (in qualche modo) evidenziato!
Ale
September 14th, 2006 at 1:17 pm
@ Ale: su Prodi, ho paura che né io né te riusciremo purtroppo a vederci chiaro. Su Macchianera: d’accordo.