Parolibero

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16
Oct
2006

Augustarello e Buffalo Bill

by Parolibero

Sono rimasto letteralmente affascinato da un racconto di Antonio Pennacchi, (Buffalo Bill e i butteri delle Pontine, in Shaw 150, Mondadori, € 8,40). E’ la storia vera di Augusto Imperiali, un buttero di Cisterna (Latina), che sconfisse il mitico Buffalo Bill (al secolo William Frederick Cody) in un rodeo organizzato a Roma, nell’anno 1890, dalle parti dell’attuale Piazza Cavour (ai cosiddetti “Prati di Castello”).

Il fatto è che Cody non se la passava più tanto bene, gli indiani erano ormai belli che sterminati e i bisonti pure. Siccome era un americano con l’innato senso dello show e del business, mise in piedi un rodeo itinerante (Wild West show, come un reality di oggi), il cui numero principale contemplava anche la presenza del grande capo Toro Seduto (Sitting Bull o Tatanka Yotanka in lingua sioux), colui che aveva battuto Custer a Little Big Horn.

La sfida dei butteri ai cowboys americani l’aveva lanciata la pricipessa Caetani, che sulle terre pontine (Sermoneta, Ninfa, Bassiano) vantava diritti dinastici. “I miei butteri sono più bravi”, aveva detto, solleticando l’amor proprio di Buffalo Bill, che accettò la sfida.

Si dice tra l’altro che questa principessa Caetani, non disdegnasse di cavalcare nuda nei suoi possedimenti, un po’ come Lady Godiva, e che non disdegnasse nemmeno - di quando in quando - le ruvide carezze di qualche buttero dietro alle frasche. Tant’è. Ai suoi butteri ci teneva proprio, in particolare al capo massaro, Augustarello. Era sicura che avrebbe battuto i cavallari d’oltreoceano.

La fiducia della principessa era ben riposta: Augustarello prese al lazo, sellò e domò un puledro bizzoso in nove minuti netti, il suo rivale americano ne impiegò venti. Il mitico Buffalo Bill fece una figura barbina e il giorno dopo, prese baracca e burattini e proseguì per Firenze.

Tuttavia il caro vecchio Cody si rifiutò di pagare le mille lire messe in palio per la sfida, adducendo il pretesto che Augustarello si era attardato in lunghi giri d’onore e che dunque il tempo della sua prova era superiore a quello dei cowboys.

Sembra che da una finestra di Castel Sant’Angelo abbia sbirciato il rodeo, e gioito, perfino Papa Leone XIII, nato Pecci e originario di Carpineto, paesino in provincia di Roma.

Scrive Pennacchi che Clemente Pernarella (sì, quello della Fattoria e di Centovetrine), anch’egli di Latina, gli ha fatto una capoccia tanta con questa storia e che lui (Pernarella), ha raccolto scrupolosamente tutte le fonti storiche.

Girando in Rete ho scoperto che ci ha scritto un racconto Leonardo Colombati e quindi se vogliamo questo post diventa un po’ inutile. Però la trovo una storia meravigliosa.

7 Responses to “Augustarello e Buffalo Bill”

  1. InvernoMuto Says:

    Aggiunto alla lista dei “Da leggere” =)

  2. noantri Says:

    Una storia curiosa, davvero. Devo confessarti però che la figura di Buffalo Bill portata in giro a fare il pagliaccio è una delle cose più tristi che abbia mai sentito. Ricordo ancora la sensazione di sconfitta che provai all’Università quando ne venni a conoscenza. Mettici che all’epoca stavo preparando un esame in Storia dell’America del Nord al Dipartimento di Antropologia…
    Sic… bei tempi, quando tutto sembrava possibile.
    Un abbraccio
    [aNDy cAPp]

  3. marigold Says:

    pensavo di essere l’unico fan der pennacchi! grazzie di esi-ste-reee… ;)

  4. Parolibero Says:

    @ invernomuto: iniziamo a pagarle queste consulenze letterarie eh =)

    @ Andy Capp: ma l’aveva scelto lui stesso! Era un fantastico cialtrone ;-)

    @ Marigold: scrive divinamente…”il fasciocomunista” è uno dei migliori romanzi degli ultimi anni ;-P

  5. marigold Says:

    io ho letto il “saggio” sulla bonifica. scrive come un coatto, e mi piace per quello! ;) appena posso mi cerco palude o il tuo.

  6. aminta Says:

    da una ricerca su internet ho letto sia della vostra discussione sulla sfida di Buffalo Bill e Augustarello, sia del libro “I butteri di Cisterna e dell’Agro Pontino. Augusto imperiali eroe di tutti i butteri” di cui, peraltro avevo letto una recensione su Cavallo Magazine che diceva di una dettagliata ricostruzione storica della sfida fatta sui giornali dell’epoca.
    http://www.culturalnews.it/Article.aspx?c=38&a=1179

  7. Parolibero Says:

    @ aminta: grazie per la segnalazione (bella storia eh?)

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