Il pranzo domenicale
by CayennaE anche questa domenica ci siamo sottoposti alla tortura del Pranzo domenicale. Ma questa volta, a dire il vero, ci siamo recati nella casa avita con una gioiosa baldanza. Era il menù che ci aspettava a rendere lieti i nostri animi. Gli amati genitori erano, infatti, reduci da un breve, ma intenso tour enogastronomico nelle terre marchigiane, precisamente nella zona della Gola del Furlo e Acqualagna. E come voi saprete, miei cari, in quelle terre questo è proprio il periodo del Tuber Magnatum Pico, più volgarmente conosciuto come “trifola”. E allora vai con risottino fondente con tartufo bianco…come se piovesse; e poi a seguire ovetto strapazzato con generosa grattata del prezioso tubero (che poi, secondo me, è il modo migliore per apprezzarlo!). Il tutto innaffiato dal bianco “Cometa 2005” (Fiano e Chardonnay) della azienda siciliana Planeta.
Alla prossima domenica!
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October 30th, 2006 at 2:39 pm
Mi hai messo una fame ed un’acquolina che la metà bastava… Io invece ieri ho passato la domenica in automobile, perché sono andato ad assistere alla nascita di uno stupendo maschietto di cui sarò il padrino… Buon lunedì! ;)
October 31st, 2006 at 12:37 am
mmmh buono il tubero tartufoso!!!
FTA
p.s. da me Aeropitture in serie!
October 31st, 2006 at 8:22 am
@ Maxime: Auguri per il figlioccio nuovo di zecca!
@ Antonio: su Sabaudia non c’è niente di areopittura?
October 31st, 2006 at 12:31 pm
Noi qui pretendiamo un futuro invito esteso alla combriccola de’ Noantri (noti mangioni come non ce ne sono più della nostra generazione, tutti troppo presi da addominali e calze a rete).
[Ste]
November 1st, 2006 at 12:36 am
uhm, che io sappia niente aeropitture su Sabaudia. Però puoi sempre prendere quella su Latina e cambiare il titolo! Chi se ne accorge? ;-D
FTA
November 1st, 2006 at 11:05 am
@ Ste: ok…i Noantri tutti invitati per pranzo luculliano! ;-)
@ Antonio: Nooo, barare, no! Ero solo curiosa di sapere se esistevano opere futuriste su Sabaudia. =)
November 1st, 2006 at 12:42 pm
Una tradizione domenicale a cui non posso rinunciare: caffè al bar con cannolo appena fatto alla crema, Repubblica e Il Romanista in edicola. Anche se su quest’ultimo hanno tolto la mia rubrica preferita, l’11 di Barberini, un paginone di storia e curiosità del passato che probabilmente leggevo solo io.
Se poi a pranzo ci sono i ravioli allora è proprio domenica. Pensare che erano sette anni che non avevo, per via del lavoro, la domenica libera (o semilibera, meglio).
[aNDy cAPp]