Parolibero

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08
Nov
2006

L’incredibile anno del Subbuteo/3

by Parolibero

Copyright foto: bbc.co.uk

Insisto: potete votare fino al 30 novembre L’incredibile anno del Subbuteo al concorso di Scrittomisto. Qui un altro brano. Se vi incuriosisce andate, leggete e giudicate. Grazie.


Omd, Enola Gay (1981)

Siccome per mio padre ogni soddisfazione della vita deve necessariamente accompagnarsi a un sacrificio, e ogni gioia deve contenere in sé anche un dolore; siccome è fatto così, chissà dove l’avrà presa ‘sta mentalità (una volta zio Mario che è comunista gli ha detto per sfotterlo che dipende dall’educazione cattolica e lui c’è rimasto male. Da quella volta in poi l’ho sentito dire spesso che i comunisti pensano sempre di sapere tutto ma non sanno niente, anzi lui ha detto: non sanno proprio un cazzo); beh, insomma in omaggio a questa filosofia masochista del “siamo nati per soffrire” e per sentirci in colpa se qualche volta siamo - per sbaglio, ovviamente - felici; ecco è probabilmente per tutti questi motivi che papà ha scelto il periodo dei saldi invernali per regalarmi il tanto agognato Subbuteo.

Ora, non è che non sia contento: sono al settimo cielo. C’ho già in mente il praticello verde sdraiato con le puntine su una tavola di compensato che ho rimediato dal falegname, e c’ho in mente pure i tornei che organizzerò con Andrea e Virgilio, e magari anche Azzurra l’altra cugina, anche se è femmina e dispettosa e non capisce una cippa di pallone. Ecco, non è che non sia contento.

Però ci tocca fare due ore di fila, dalle tre alle cinque del pomeriggio, nell’attesa che apra Rocca giocattoli, grande magazzino della Capitale e paese dei balocchi di ogni ragazzino romano della mia età. Si trova ovviamente dall’altra parte della città, quindi ci sorbiamo pure mezz’ora di Tangenziale nell’ora di punta, pur di piazzarci per primi davanti alle enormi saracinesche gialle a pois verdi del negozio.

Io sono fuori di me dall’eccitazione, appena i commessi aprono mi fiondo dentro come fossi invasato, sfuggo all’attenzione di mio padre, sgattaiolo via come un criceto dalla vivisezione e mi dirigo verso la zona che conosco a memoria, dove so che LO troverò. Sua maestà, il Subbuteo. Che la gloria di Dio ricopra il suo inventore. La commessa mi chiede se mi sono perso, non la sto nemmeno a sentire e la sommergo di richieste: “Dunque: Subbuteo edizione europea, squadre Italia Brasile Argentina più Lazio Milan e Inter, fari notturni, spalti, panchine, oltre a due confezioni di palloni a scacchi e una di palloni arancioni”.

La piccola sanguisuga che sono riesce in pochi minuti a far spendere al genitore, che nel frattempo è riuscito a ritrovare la strada tra i labirintici corridoi dei puzzle da tremila pezzi, la bellezza di 107mila e 350 lire. Mio padre, alla cassa, ha lo stesso occhio spento di certi merluzzi che vedo il venerdì da Lumoni, la pescheria di via Flavia in cui papà si ferma a prendere le spigole, di rientro dall’ufficio. Però lo vedo pure appagato, il daddy, sotto quella maschera rude e cinica che indossa; appagato perché mi brillano gli occhi, appagato perché gli salto al collo per ringraziarlo, davanti a tutti, ché lui quasi s’imbarazza e non c’è mica tanto abituato alle tenerezze con i figli.

Oltretutto il senso di sconfitta gli passa subito, a vedere le disgrazie che son toccate agli altri genitori: poco più in là adocchiamo una signora piacente, la classica stronzona di via Flaminia vecchia, cui è toccato sacrificare il tè con le amiche per comprare il Commodore Vic20 a uno sgorbietto frignante di sette anni ché saprà sì e no contare fino a dieci. Nel tragitto di ritorno a casa papà mi fa perfino provare l’ebbrezza di ingranare le marce della 127, dal posto del passeggero ovviamente, la sua mano sulla mia. Perché non si vada a sbattere.

Ma in fondo se andassimo a sbattere in questo momento sarebbe un bel modo di morire.

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7 Responses to “L’incredibile anno del Subbuteo/3”

  1. marigold Says:

    …un omaggio a morrissey? such a heavenly way to die?

  2. Parolibero Says:

    @ marigold: se c’è, non è voluto ;-)

  3. neo_scapigliato Says:

    Finalmente, qualcuno che sa scrivere!!!!
    Complimenti…
    …anche con l’omaggio agli Smiths

  4. Parolibero Says:

    @ neoscapigliato: ringraziamenti genuflessi ;-)

  5. neo_scapigliato Says:

    Ciao Parolibero:
    allora, ho scaricato il tuo libro, segretamente, (ho dovuto aspettare per stamparlo, dato che uso la stampante dell’ufficio di mia sorella, dove si lamentano sempre di essere senza carta e senza toner)e posso dirti che il 10 non te lo leva nessuno.
    Poi preso da un attacco acuto di invidia, ovviamente di indole buona, ho deciso di aprire un blog anch’io…che è ancora in fase di sviluppo dato che io non ci capisco una mazza di blogs. l’indirizzo è

    http://neoscapigliato.blogspot.com/

    Ora, non sapendo qual’è il passo successivo, colgo l’occasione per invitare te e i tuoi lettori a visitare il mio blog.
    Mi scuso, anticipatamente, se il mio lessico, a volte, si macchia di errori….non sono italiano al 100%…pazienza!

    P.s. il tuo libro c’e’ l’ha fatta pure nella mia classifica personale. Sei sopra Moravia, e Tarchetti (il che non è assolutamente male!)

  6. Parolibero Says:

    @ neoscapigliato: permettimi di dubitare della tua salute mentale quando mi accosti a Moravia :|

    In bocca al lupo per il blog: il passo successivo è…scrivere. Vedrai che troverai persone con esperienze simili alle tue (per esempio, la mia amica zattereperlemamme, che a New York è di casa).

  7. neo_scapigliato Says:

    Come si dice….i gusti sono gusti, e i miei potrebbero anche essere dubbi (nessuno lo nega)……comunque si, in questo momento preferisco il “Subbuteo” alla “Noia” (eh si…questa scelta la dice lunga sulla mia situazione psichica attuale)…comunque non disperare, la classifica è provvisoria :)

    Riguardo al Male Oscuro….che si può dire….con quel libro Berto diede una lezione di umiltà a tutti quelli che avevano preso carta e penna con l’intenzione di scrivere un libro…me incluso

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