Trentamarlboro e gli anni’80
by Parolibero
Esistono libri che “ci parlano”. Pagine nelle quali ci immedesimiamo a tal punto da saltar sulla poltrona e dire con malcelata invidia: “Cazzo, perché questo non l’ho scritto io?” - “Eppure è quel che pensavo qualche giorno fa di ritorno dal lavoro”. Eppure quel pensiero era lì che moriva tra le mie sinapsi pigre. Eppure.
Oggi ho comprato, letto e digerito (tempo dell’operazione: un paio d’ore) il libro di Trentamarlboro, Ho perso la verginità durante una puntata di Ok il prezzo è giusto, (Unwired, 6,50€). Mi è piaciuto a tal punto da suggerirmi le riflessioni di cui sopra.
Non vi rovinerò la sorpresa di leggerlo svelandone la trama (più che vera trama una serie di flash e registri temporali che vanno avanti e indietro nel tempo). Vi basti sapere che è il viaggio a ritroso di Mattia Lazzarini, alter ego di Trentamarlboro, negli anni ‘80 (che qualcuno si ostina a chiamare dispregiativamente “gli anni del riflusso”, mai definizione fu più sbagliata, e ben ha fatto Stefano di Michele a canzonarla nel suo bel libro di qualche anno fa).
Un libro, quello di Trenta, in cui compare la ridicolaggine di certi esami di maturità, con un odioso professore di filosofia sandalo-munito che prima chiede l’argomento a piacere, poi se parli di Nietzsche storce il naso. Ma c’è anche la visita di leva, col dottore che ti ordina: su l’uccello, giù l’uccello, e c’è la compagna di classe supercicciona (Antonia, chi poteva aver scritto Fabri scopami sotto la foto di gruppo appesa in classe?). E ancora, Nikka Costa e Jimmy Sommerville, Madonna e i Queen, i Burlington e il Moncler, Actarus e Il tempo delle mele, il Commodore 64, le prime sbronze e l’immancabile viaggio-studio a Londra.
E ovviamente ci sono le pomiciate epiche, l’amore e il sesso, forse più immaginato che praticato (almeno con l’altro sesso).
C’è Valeria, la stronzetta gruppettara che non potrebbe mai stare con un fascistello (parliamone qui, vi prego, una volta per tutte: noi “di destra” abbiamo sofferto anche questo genere di discriminazione, è per questo che tra i 30 e i 40 ci riprendiamo tutto con gli interessi, diventando fichissimi e irresistibili ;-).
Ci sono i mitici quanto futili domandoni di Fabrizio (Due amici possono andare in vacanza assieme e non fare sesso?), c’è Domiziana, la prima ragazza che ti passa con i Doctor Martens sul cuore e su tutto il resto.
Non saprei dirlo con parole migliori di quelle dell’autore: è un libro per la generazione che ha visto Daniela Goggi smerciare Big Babol e che ha delegato ogni prurito di militanza alle opposte frivolezze delle Best Company e delle t-shirt metallare.
Voi che siete sui trenta e passa. Riconosciàtevicivisi.
(altre recensioni qui)
Technorati Tags: libri, letteratura, segnalazioni, blogger, scrittomisto, trentamarlboro
November 27th, 2006 at 5:30 pm
“qualcuno si ostina a chiamare dispregiativamente “gli anni del riflusso”, mai definizione fu più sbagliata”
Infatti io e te, all’epoca facevamo politica…anni bellissimi…
November 27th, 2006 at 6:21 pm
io e mattia ti ringraziamo. veramente di cuore…
November 27th, 2006 at 7:59 pm
@ camelot: ehi un momento, non sono così vecchio: era già il ‘90 - ‘91 quando quella cosa preistorica che si chiamava Fdg ;-)
@ 30: ma no. Basta che onoriate l’assegno promesso :|
November 28th, 2006 at 3:03 pm
Non riesco a trovarlo… Ma non demordo…