@ cristian: cioè, gli stagisti son braccia rubate all’agricoltura?
@ angela: no, però è già riuscito in un miracolo: mentre andava a palazzo chigi per un servizio, ha fatto l’incidente in motorino contro una gazzella dei carabinieri che andava contromano…
@ marigold: non è che ce l’ho con gli stagisti, lo sono stato pur’io, ma dieci anni fa!
@ Gigi: in realtà non centra nulla, ma siccome non ho trovato nessun significato (che potessi capire) nel tuo post, ho commentanto con una frase altrettanto priva di significato :-)
Forte il fatto che tu abbia cercato un significato nella mia frase ah ah ah
@ Gigi: ci sono realtà che a 40 anni hanno terminato la trafila università-specializzazione-master e qualche altro strabiliante corso di formazione. Quasi senza avere mai guadagnato un centesimo.
Triste eh?!
@ Gigi: io a 35 devo fare i conti con un’azienda che va decisamente male (quella di famiglia).
Vedo degli spiragli di luce, ma ancora decisamente lontani. Crossed fingers.
Io ho i miei due collaboratori più fidati, rispettivamente 57 e 59 anni, che vanno in pensione tra quest’anno e il prossimo. L’azienda ha già deciso che me li rimpiazzerà con due neolaureati a temp.determ., come dici tu. Spero che almeno non siano 35enni, sennò mi trovo a fare il capo di neoassunti più vecchi di me, il che è un po’ ridicolo.
Diciamo che nella mia i t.d. sono relativamente pochi (dati della sede di Roma: circa una trentina su 600 dipendenti). Merito anche di una minoranza di sindacalisti che si battono costantemente per l’assunzione dei t.d. Fatto sta che ormai l’azienda ben di rado assume a tempo indeterminato “in prima battuta”: la gente qui ormai comincia sempre con contratti a t.d. e poi, semmai, viene assunto a tempo indeterminato.
@ davide: uhm, interessante. Nella mia, invece, i t.d. sono circa 400, un quarto del personale fisso. Possono passare in alcuni casi dieci anni prima di essere assunti, la media dopo sei - sette viene stabilizzata. I t.d. hanno un contratto cosiddetto depotenziato, cioè una decurtazione, rispetto al neoassunto, di 6-700 euro mensili (una roba firmata dal sindacato, follia pura). Per ogni anno di lavoro, rispetto all’assunto, l’azienda risparmia circa 10-12mila euro. Praticamente t’ho detto dove lavoro, se non lo sapevi già ;-)
Giggi, quella che ti ho riferito è la situazione dell’azienda per cui lavoro io, che con 2700 dipendenti e 3 miliardi e 800 milioni di fatturato è la più grande e ricca delle aziende del Gruppo (anche se non è la capogruppo: paradossalmente siamo di proprietà di un’azienda più piccola di noi). Nelle altre aziende del Gruppo, i t.d. sono parecchi di più, e le condizioni contrattuali sono peggiori, anche a livello di superminimo e contratto integrativo. Ti faccio un esempio: a parità di mansioni un VII liv. F2 (un funzionario con la responsabilità di circa 20-40 dipendenti) prenderà un mensile netto di 3200-3500 euro x 15 mensilità qui, e di 2700-2900 euro nelle altre aziende del Gruppo. Non mi pare una differenza da poco.
@ davide: va benissimo, non volevo fare una classifica dell’ingiustizia, solo riscontrare con la tua esperienza che i t.d. son sempre figli di un dio minore. Aggiungo che le cifre che fai, non mi sembrano altissime per funzionari con responsabilità di 20-40 persone: per dire, il paragone forse non si può fare per la differenza di settori (se non ricordo male sei in un’assicurazione), ma da me quelle cifre o quasi, diciamo sui 3000 netti, le può prendere anche un redattore ordinario, purché assunto (per via di un ricco integrativo) :|
Confermo, si può guadagnare di più in altri settori (mi fu offerto un posto in Nokia, a suo tempo, che non ho accettato e dove avrei guadagnato molto più di quel che prendo adesso). Ma quelli sono settori dove un uff. stampa lavora veramente. Qui, su 8 ore di ufficio, 3-4 sono di lavoro e 4-5 di cazzeggio (salvo in certi periodi “di picco”). Per dire: io sia il primo romanzo che il secondo me li son scritti quasi al 100% in ufficio, senza minimamente trascurare il lavoro…
Giggi, quanto a sincerità credimi, non ho mai fatto mistero con nessuno che il mio maggior desiderio è condurre un’esistenza completamente oziosa, all’insegna del più sfrenato edonismo. Ricordo ancora quando tornai dal colloquio in Nokia e dissi alla mia attuale fidanzata (tra breve mia moglie) che, malgrado mi avessero offerto un sacco di soldi, avevo rifiutato. Lei sbarrò gli occhi e mi domandò il perché. Risposi laconico:
“No, sai, è che lì bisogna lavorare veramente, non basta essere bravi a far finta”.
(Lei ancora si strappa i capelli, metaforicamente, perché ho rifiutato quel posto…)
April 12th, 2007 at 10:54 pm
Nel campo a fianco casa mia ieri hanno seminato il mais.
April 13th, 2007 at 6:49 am
E si chiama Jesus?
April 13th, 2007 at 12:50 pm
…alla faccia della metafora dello stagismo!
April 13th, 2007 at 1:35 pm
@ cristian: cioè, gli stagisti son braccia rubate all’agricoltura?
@ angela: no, però è già riuscito in un miracolo: mentre andava a palazzo chigi per un servizio, ha fatto l’incidente in motorino contro una gazzella dei carabinieri che andava contromano…
@ marigold: non è che ce l’ho con gli stagisti, lo sono stato pur’io, ma dieci anni fa!
April 13th, 2007 at 1:46 pm
@ Gigi: in realtà non centra nulla, ma siccome non ho trovato nessun significato (che potessi capire) nel tuo post, ho commentanto con una frase altrettanto priva di significato :-)
Forte il fatto che tu abbia cercato un significato nella mia frase ah ah ah
April 13th, 2007 at 1:53 pm
@Gigi, guarda che si fa pre stage a 50 anni :)
April 13th, 2007 at 5:33 pm
@ cristian: ho cercato di disinnescare il tuo nonsense ;-)
@ angela: e la pensione a 80? :|
April 13th, 2007 at 5:50 pm
Non vorrai mica la pensione a 60 anni??? Magari per andare a fare un altro lavoro a nero??
April 13th, 2007 at 5:56 pm
@ angela: vorrei che a 33 anni non si facesse più gli stagisti, il resto segue
April 13th, 2007 at 6:01 pm
@ Gigi: ci sono realtà che a 40 anni hanno terminato la trafila università-specializzazione-master e qualche altro strabiliante corso di formazione. Quasi senza avere mai guadagnato un centesimo.
Triste eh?!
April 13th, 2007 at 6:06 pm
@ cristian: tristissimo. che poi, parlo io: a 34 anni ancora temp.determ. (mi vergogno a scriverlo per esteso ;-)
April 13th, 2007 at 6:18 pm
@ Gigi: io a 35 devo fare i conti con un’azienda che va decisamente male (quella di famiglia).
Vedo degli spiragli di luce, ma ancora decisamente lontani. Crossed fingers.
April 13th, 2007 at 6:32 pm
Già e quelli si trastullano con la caccia al “tesoretto”
April 13th, 2007 at 6:51 pm
@ cristian: eh, crossed fingers all together ;-)
@ angela: “quelli” qualcuno deve averli votati (tu m’hai provocato ^__^)
April 13th, 2007 at 7:18 pm
E allora? Il tuo voto corrisponde ad una cambiale firmata in bianco? Il mio no! (non ti ho provocato, ti ho dato un vassoio d’argento) ;P
April 13th, 2007 at 7:33 pm
Io ho i miei due collaboratori più fidati, rispettivamente 57 e 59 anni, che vanno in pensione tra quest’anno e il prossimo. L’azienda ha già deciso che me li rimpiazzerà con due neolaureati a temp.determ., come dici tu. Spero che almeno non siano 35enni, sennò mi trovo a fare il capo di neoassunti più vecchi di me, il che è un po’ ridicolo.
April 13th, 2007 at 8:19 pm
@ angela: certo che no! ma più che una cambiale in bianco, il tuo s’è rivelato un assegno scoperto ;-)
@ davide: già. intanto la tua azienda, come la mia (che coi t.d. ci campa), risparmierà fior di quattrini :|
April 14th, 2007 at 9:35 am
appunto ehehe :P (i soggetti Gigi)
April 15th, 2007 at 8:36 am
Diciamo che nella mia i t.d. sono relativamente pochi (dati della sede di Roma: circa una trentina su 600 dipendenti). Merito anche di una minoranza di sindacalisti che si battono costantemente per l’assunzione dei t.d. Fatto sta che ormai l’azienda ben di rado assume a tempo indeterminato “in prima battuta”: la gente qui ormai comincia sempre con contratti a t.d. e poi, semmai, viene assunto a tempo indeterminato.
April 15th, 2007 at 9:12 am
@ davide: uhm, interessante. Nella mia, invece, i t.d. sono circa 400, un quarto del personale fisso. Possono passare in alcuni casi dieci anni prima di essere assunti, la media dopo sei - sette viene stabilizzata. I t.d. hanno un contratto cosiddetto depotenziato, cioè una decurtazione, rispetto al neoassunto, di 6-700 euro mensili (una roba firmata dal sindacato, follia pura). Per ogni anno di lavoro, rispetto all’assunto, l’azienda risparmia circa 10-12mila euro. Praticamente t’ho detto dove lavoro, se non lo sapevi già ;-)
April 16th, 2007 at 1:04 pm
Giggi, quella che ti ho riferito è la situazione dell’azienda per cui lavoro io, che con 2700 dipendenti e 3 miliardi e 800 milioni di fatturato è la più grande e ricca delle aziende del Gruppo (anche se non è la capogruppo: paradossalmente siamo di proprietà di un’azienda più piccola di noi). Nelle altre aziende del Gruppo, i t.d. sono parecchi di più, e le condizioni contrattuali sono peggiori, anche a livello di superminimo e contratto integrativo. Ti faccio un esempio: a parità di mansioni un VII liv. F2 (un funzionario con la responsabilità di circa 20-40 dipendenti) prenderà un mensile netto di 3200-3500 euro x 15 mensilità qui, e di 2700-2900 euro nelle altre aziende del Gruppo. Non mi pare una differenza da poco.
April 16th, 2007 at 3:02 pm
@ davide: va benissimo, non volevo fare una classifica dell’ingiustizia, solo riscontrare con la tua esperienza che i t.d. son sempre figli di un dio minore. Aggiungo che le cifre che fai, non mi sembrano altissime per funzionari con responsabilità di 20-40 persone: per dire, il paragone forse non si può fare per la differenza di settori (se non ricordo male sei in un’assicurazione), ma da me quelle cifre o quasi, diciamo sui 3000 netti, le può prendere anche un redattore ordinario, purché assunto (per via di un ricco integrativo) :|
April 16th, 2007 at 3:42 pm
Confermo, si può guadagnare di più in altri settori (mi fu offerto un posto in Nokia, a suo tempo, che non ho accettato e dove avrei guadagnato molto più di quel che prendo adesso). Ma quelli sono settori dove un uff. stampa lavora veramente. Qui, su 8 ore di ufficio, 3-4 sono di lavoro e 4-5 di cazzeggio (salvo in certi periodi “di picco”). Per dire: io sia il primo romanzo che il secondo me li son scritti quasi al 100% in ufficio, senza minimamente trascurare il lavoro…
April 16th, 2007 at 3:43 pm
(cmq sì, faccio il resp. di uff. stampa di una compagnia di assicurazioni)
April 16th, 2007 at 5:57 pm
@ davide: viva la sincerità ;-) (nel caso tuo, per fortuna, ne nascon dei libri: m’è giunto oggi “veramente difficile”)
April 16th, 2007 at 7:35 pm
Giggi, quanto a sincerità credimi, non ho mai fatto mistero con nessuno che il mio maggior desiderio è condurre un’esistenza completamente oziosa, all’insegna del più sfrenato edonismo. Ricordo ancora quando tornai dal colloquio in Nokia e dissi alla mia attuale fidanzata (tra breve mia moglie) che, malgrado mi avessero offerto un sacco di soldi, avevo rifiutato. Lei sbarrò gli occhi e mi domandò il perché. Risposi laconico:
“No, sai, è che lì bisogna lavorare veramente, non basta essere bravi a far finta”.
(Lei ancora si strappa i capelli, metaforicamente, perché ho rifiutato quel posto…)
April 16th, 2007 at 7:36 pm
(ah, dimenticavo: buona lettura)
April 16th, 2007 at 8:09 pm
@ davide: consiglio, cerca di non portare nel matrimonio la tua adorabile pigrizia contemplativa, che se no, son dolori eh (auguri e libri in tasca :)
April 17th, 2007 at 5:50 pm
E’ da ridere (per carità non per lo stagista!)ma è una tragedia sociale.
Riformare tanto riformare tutto.
:-O
April 18th, 2007 at 9:30 am
@ viceré: riformisti si nasce, non si diventa ;-)