C’erano dei sogni, in quella biglia di Gimondi
by ParoliberoErano giorni di luglio come questi, tra noi si smanettava su un videogioco con le moto a tutta birra, nel deserto. C’era Spagna nel juke-box, e poi interminabili partite a ping pong (chi perde passa sotto al tavolo) o calciobalilla (la “girella” non vale). Col nostro migliore amico, il pallone, si giocava a svegliamammocci o palla-barattolo, correndo a perdifiato per la Costarella. In un angolo della sala giochi resistevano certi reperti degli anni settanta, quelli colla biglia da indirizzare sul tracciato delle macchinine, evitando le buche. Poi c’erano delle palline di plastica mezze trasparenti e mezze colorate, con un ciclista dentro che quasi sempre era Gimondi, ma qualche volta Merckx. Al bar si beveva una cosa che mai più avresti ritrovato, la spuma; e c’erano due bottiglie, la spuma nera e quella gialla, messe al fresco, si fa per dire, sotto il getto d’acqua. L’età era un’età di passaggio, quei quattordici anni terribili per tante cose. Perché non sai chi sei, né cosa stai diventando: ormai troppo grande per la Bmx, ancora troppo piccolo per il Ciao. Eppure. Eppure non ci sarebbe mai più stato in seguito, un momento in cui così chiaro, così cristallino, ti sarebbe apparso il fatto che tutto, a questo mondo, fosse possibile. Perfino baciare la più bella, Mariavittoria.
July 8th, 2007 at 6:59 pm
Io un giorno, nel 1978, nel sacchetto delle biglie (che - va detto - acquistavamo allo spaccio dei campeggi) ho trovato l’introvabile: la biglia Roger De Vlaminck. Era imbattibile sulle dune di Marina di Bibbona! Mariavittoria invece non l’ho mai trovata.
July 8th, 2007 at 7:19 pm
@ orazio: mariavittoria, non mi cagava proprio, ma uno ci ha sempre un po’ di pudore a scriverlo nel post…De Vlaeminck, per la precisione, monsieur roubaix :)
July 9th, 2007 at 1:58 pm
Intanto io giocavo con la mia adorata bambola Furga.
Che poi ho scoperto avere avuto (la Furga eh) il tracollo finanziario nel 93, essere stata assorbita con tutte le pazzielle dalla Grazioli spa e che quest’ultima mò si chiama Grand soleil…e non fa più solo giocattoli ma pure cose da giardino…insomma a dimostrazione che ne è passata di acqua sotto i ponti…cazzarola…che peccato però per la Furga.
Baciottoni
Grace
July 9th, 2007 at 3:52 pm
Un bel pezzo fine anni settanta, o no?
Salutoni.
July 10th, 2007 at 10:29 pm
Se vuoi sentirti vecchio, oppure più positivamente, ricordare i tuoi momenti di bambino, non v’è posto migliore se non il blog di Parolibero.
Lo dico sempre.
P.S.: alla Bmx ho sempre preferito la Graziella.
July 11th, 2007 at 8:08 am
@ gra: certo che il nome era inquietante, da socialismo reale :)
@ meriggio: bentrovata (grazie)
@ cristian: solo che la Graziella “impennava” poco :)
July 11th, 2007 at 10:29 pm
@Gigi: la Graziella era la bici “impennosa” per eccellenza. Facevo chilometri su una ruota.
Ah che bei tempi, ti giuro che se ne avevi una per la mani sarebbe la prima cosa che faccio :)
July 14th, 2007 at 2:17 am
eh, orazio.
le dune di marina di bibbona!
c’ho passato vent’anni, tra le dune di marina di bibbona (in senso lato, mica ero un clochard), magari abbiamo pure giocato a biglie insieme (anzi, contro, a biglie si gioca sempre contro) senza saperlo..
anche se ero piccino.. e non mi ricordo avversari con De Vlaeminck sulla pallina.
e nemmeno mariavittoria, mi ricordo.
pensa te che schifo di memoria che c’ho.
July 14th, 2007 at 8:12 pm
@ cristian: eh, ma vuoi mettere la bmx? Fu inventata apposta per la “pinna” :)
@ s.: de vlaeminck e mariavittoria toccavano sempre al più figo del gruppo :(
July 15th, 2007 at 4:16 pm
qui i sinalcoli son come il monolito di odissea nello spazio, eh?
July 15th, 2007 at 10:15 pm
@ giarina: non sapevo si chiamassero così :)
July 16th, 2007 at 2:52 pm
no, non sono le biglie di plastica. i sinalcoli sono un’altra cosa. archeologia. ;)
July 16th, 2007 at 5:57 pm
@ giarina: sì, ho trovato su gùgol la tua spiegazione
July 20th, 2007 at 12:49 pm
Bello. :-*
http://placidiappunti.tumblr.com/post/6278019