Parolibero

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16
Jul
2007

I figli sono una roba che la fai, e poi devi iniziare a dimenticarla

by Parolibero

Io, ogni volta che guardo mia figlia, cerco di ricordarmi di questa poesia qui. Ma poi, puntualmente, me ne dimentico. Cazzolina.

6 Responses to “I figli sono una roba che la fai, e poi devi iniziare a dimenticarla”

  1. Cristian Says:

    Io la trovo una poesia triste. Da non ricordare.

  2. Mitì Says:

    ;-)
    Intende solo dire che i figli non debbono diventare per i genitori un’esclusiva proprietà privata; che hanno il diritto un giorno di crearsi una vita loro, una famiglia loro, un pensiero loro. Che i figli non debbono rinunciare alla loro vita futura per seguire i piccoli ed egoisti capricci che tutti i genitori prima o poi fanno. Il fatto che una figlia/ figlio abbia un marito/moglie coi cui vivere altrove, abbia altri orari, altre abitudini, altre responsabilità, altri interessi non significa affatto che i genitori l’abbiano perduto, o che questo non li ami abbastanza. In poche parole, significa solo considerare i figli come persone, e non come oggetti senz’anima(cosa che purtroppo, proprio per troppo esclusivo amore, capita ancora oggi più spesso di quanto si creda) ;-*

  3. Gigi Massi Says:

    @ cristian: non è triste, ma se sei genitore ti tocca dentro :)

    @ mitì: solo tu potevi spiegarla così bene, prof :-*

  4. Noantri Says:

    Lessi, non mi ricordo dove, che il compito ultimo dei genitori è rendere inutile la loro presenza. Condivido molto, ma parlo da figlio. (viziato)
    [Ste]

  5. Cristian Says:

    @Gigi: non sono genitore (purtroppo), ma vedo che spesso i genitori si dimenticano chi sono stati, figli a loro volta.
    Ma forse è meglio così :)

  6. marigold Says:

    io (da padre) quando leggo sta poesia la mano sinistra mi corre alle apotropaiche. detto questo, da bravo poeta esagera un po’, ma ha ragione gibran. d’altra parte descrive, mica inventa.

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