I figli sono una roba che la fai, e poi devi iniziare a dimenticarla
by ParoliberoIo, ogni volta che guardo mia figlia, cerco di ricordarmi di questa poesia qui. Ma poi, puntualmente, me ne dimentico. Cazzolina.
Io, ogni volta che guardo mia figlia, cerco di ricordarmi di questa poesia qui. Ma poi, puntualmente, me ne dimentico. Cazzolina.
July 16th, 2007 at 6:47 pm
Io la trovo una poesia triste. Da non ricordare.
July 19th, 2007 at 6:37 pm
;-)
Intende solo dire che i figli non debbono diventare per i genitori un’esclusiva proprietà privata; che hanno il diritto un giorno di crearsi una vita loro, una famiglia loro, un pensiero loro. Che i figli non debbono rinunciare alla loro vita futura per seguire i piccoli ed egoisti capricci che tutti i genitori prima o poi fanno. Il fatto che una figlia/ figlio abbia un marito/moglie coi cui vivere altrove, abbia altri orari, altre abitudini, altre responsabilità, altri interessi non significa affatto che i genitori l’abbiano perduto, o che questo non li ami abbastanza. In poche parole, significa solo considerare i figli come persone, e non come oggetti senz’anima(cosa che purtroppo, proprio per troppo esclusivo amore, capita ancora oggi più spesso di quanto si creda) ;-*
July 20th, 2007 at 1:21 pm
@ cristian: non è triste, ma se sei genitore ti tocca dentro :)
@ mitì: solo tu potevi spiegarla così bene, prof :-*
July 20th, 2007 at 1:44 pm
Lessi, non mi ricordo dove, che il compito ultimo dei genitori è rendere inutile la loro presenza. Condivido molto, ma parlo da figlio. (viziato)
[Ste]
July 20th, 2007 at 5:27 pm
@Gigi: non sono genitore (purtroppo), ma vedo che spesso i genitori si dimenticano chi sono stati, figli a loro volta.
Ma forse è meglio così :)
July 22nd, 2007 at 8:35 am
io (da padre) quando leggo sta poesia la mano sinistra mi corre alle apotropaiche. detto questo, da bravo poeta esagera un po’, ma ha ragione gibran. d’altra parte descrive, mica inventa.