Parolibero

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06
Aug
2007

Hiroshima e Nagasaki

by Parolibero

62 anni fa, l’Olocausto® di cui non è mai fregato un cazzo a nessuno.

17 Responses to “Hiroshima e Nagasaki”

  1. marigold Says:

    ma no, non è vero. sulla pagina di repubblica “anniversario di hiroshima” sta nello stesso riquadro multimedia con “la serenata di chavez” e “idromassaggio per cani”. però poi sotto c’è un titolo dedicato. sotto a quello dell’afta in UK.

  2. Gigi Massi Says:

    @ marigold: vuoi mettere i maiali britannici con quei porci dei giapponesi? :)

  3. InvernoMuto Says:

    Invece sulla pagina di Libero - che regala bandiere stars&stripes a destra e a manca - ce n’è un fottio di roba sul più grande utilizzo di armi di distruzione di massa, eh?

  4. marigold Says:

    IM, la cosa curiosa è che io ho l’impressione di sapere da che parte sarebbero stati 70 anni fa tutti questi entusiasti imbandierati… e poi la pag. di libero te la lascio volentieri! ;)

  5. InvernoMuto Says:

    Ma si, si… E’ che tutto passa, l’uomo dimentica (o fa finta, per ragioni di comodo) e continua a scannarsi. E si ribalta quel che è stato per modificare - ovviamente sempre per comodo - quel che è…
    Ho l’amaro in bocca.

  6. Gigi Massi Says:

    @ invernomuto e marigold: bòni, fa caldo. Comunque, entrambi avete schivato la mia provocazione del chiamarlo Olocausto®. Attendo fiducioso che ai giovani venga ricordato ufficialmente, accanto all’orrore di Auschtwitz, anche quello di Hiroshima.

  7. marigold Says:

    infatti, l’ho evitata accuratamente. co sto freddo mica posso rispondere a tutte le boutades. più che altro mi piacerebbe che i fatti non incoraggiassero di queste provocazioni, ma date le condizioni (vedi repubblica)… abbozzo. se vuoi ti vado pure a comprare le serraglio.

  8. InvernoMuto Says:

    Peccato esser fraintesi… il quotidiano repubblica non ha certo bisogno di difensori, tantopiù di difensori che, come me, non lo leggono…

    Il tutto per dire quanto è curioso - ma questo è un mio punto di vista - osservare come l’oblio del tempo cancelli dalle menti degli uomini fatti avvenuti in tempi relativamente recenti. E come - mediaticamente parlando - tutto perde valore. Io condivido in pieno la parola olocausto, in ogni sua singola accezione. Aggiungerei - imho - “cosciente”.
    Quello che non condivido è come il mondo, mentre noi stiamo qui a punzegghiarci, si sia scordato di tutto ciò, come il carnefice diventi il salvatore e viceversa.
    Come venga ricordato il sarin e dimenticato “Enola Gay”…
    Piccole cose, insomma…

  9. Gigi Massi Says:

    @ marigold: serraglio? se magna?

    @ invernomuto: eh sì, la storia la scrivono i vincitori…

  10. piteko Says:

    Nella mia modestissima opinione, non vedo come paragonare l’Olocausto a Hiroshima e Nagasaki, nemmeno per pura provocazione sulla mancanza di informazione. Di ragioni ce ne sarebbero tante ma cito le prime due che mi saltano in mente:
    - su Hiroshima e Nagasaki c’e’ tuttora un dibattito in atto;
    - il numero di vittime (100.000-200.000 rispetto a 13.000.000-19.000.000)
    Le vittime di guerra sono tutte da commemorare ma l’Olocausto, a mio parere, e’ un’altra cosa.

  11. Gigi Massi Says:

    @ piteko: tu mi mostri le differenze, io le somiglianze: vittima di guerra è chi in guerra combatte e muore, non i civili giapponesi, e tantomeno - ovviamente - gli ebrei perseguitati in quanto tali. Olocausto® quindi, in accezione estensiva, nel senso di sacrificio, di immolarsi, per entrambi. Poi, non è questione di numeri. Per me la vita di un uomo ha sempre lo stesso peso, che sia nato in giappone o professi la religione ebraica (L’Olocausto® ad ogni modo si ritiene che abbia ucciso sei milioni di persone, non 19, e molti anche non ebrei). Inoltre, Hiroshima è durata dieci minuti, la persecuzione razziale sei anni. Infine: gli Stati Uniti non hanno mai pronunciato una parola di ammenda, mentre i tedeschi di oggi (di oggi) devono ancora vergognarsi per quel che è stato. Insomma, la domanda sottesa al post era: chi giustamente tiene alta la memoria dell’Olocausto®, ha mai detto una parola su Hiroshima e Nagasaki? E su mille altre nefandezze del XX secolo?

  12. marigold Says:

    erano delle sigarette del monopolio che non ci sono più. è una battuta de “il vedovo”, vedi sito. “mi manda a comprargli le serraglio” “e lei ci va” ” e che devo fare?”. stava a indicare disponibilità a fare da zerbino.

  13. Parolibero Says:

    @ marigold: ora ricordo, lei era la mandrugona, la mitica franca valeri :)

  14. piteko Says:

    @gigi massi: l’Olocausto e’ stato il tentativo di sterminare un popolo (e vari altri gruppi di persone indesiderate, da cui i 19 milioni, fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto). NON era una guerra.

    Hiroshima e Nagasaki sono state vittime civili all’interno di una guerra. Non e’ un particolare da poco. Questa differenza e’ quello che fa dell’Olocausto “l’Olocausto”. E Hiroshima e Nagasaki NON sono la stessa cosa.

    Se tu ci vedi una cosa in comune, ti invito il prossimo 7 di dicembre a commemorare anche le vittime di Pearl Harbour (tra le quali anche dei civili), per le quali non mi pare che i giapponesi abbiano mai fatto ammenda (e attraverso il quale attacco hanno “invitato” gli Stati Uniti in guerra).

    Nota: io non sono ne filo-statunitense, ne filo-nipponico. Semplicemente non capisco perche’ se due popoli, nel nome della guerra, si tirano palate di merda in faccia, ne commemoriamo uno e dimentichiamo di citare l’altro, tirando l’attenzione sull’Olocausto… :)

  15. Cristian Says:

    @piteko: la risposta alla tua domanda è semplice, oramai gli USA sono il modello planetario del male, loro sono i cattvi, i furfanti e si credono i padroni del mondo. Da qui l’esigenza di commemorare la strage di Hiroshima, solo per il fatto che fu creata dagli USA (mica per i morti…).

    Troppo spesso ci si dimentica che il Giappone era alleato con Herr Hitler, quindi entrambi nemici della libertà. E che grazie all’intervento degli USA, mister baffetto non ha potuto continuare il suo folle disegno distruttivo.
    E’ come mettersi a commemorare i caduti del nemico.

    Non è che per caso gli USA di oggi possono intervenire per far fuori il baffetto nostrano? Non sarebbe male come idea… ;)

  16. marigold Says:

    accidenti, menomale che quelli che punzecchiavano eravamo noi… comunque, da quel che leggo su wikipedia “The (Target) committee rejected the use of the weapon against a strictly military objective because of the chance of missing a small target not surrounded by a larger urban area. The psychological effects on Japan were of great importance to the committee members.” Non so se è chiaro. Con tutta la gratitudine agli Usa, c’è una piccola sfumatura fra essere “vittime civili in una guerra” (che ne so, avere la sfiga di abitare di fronte all’arsenale) ed essere sciolto in qualità di abitante di una città scelta (anzi due) per essere spianata a scopi dimostrativi. Non arriviamo certo al livello del massacro di un popolo in quanto tale, ma mi sembra una interessante - e non trascurabile - via di mezzo.

  17. Gigi Massi Says:

    @ piteko: io nemmeno sono necessariamente filo-qualcosa. Pearl Harbor fu azione di guerra, devastante, per carità, ma non conosco azioni di guerra che non lo siano. Commemoriamo tutto: per me, ripeto, la vita umana ha lo stesso prezzo ovunque vada persa. Però. La memoria che insegnamo ai ragazzi nelle scuole non dovrebbe (più) avere senso unico, ideologico, o di altra natura, tutto qua.

    Poi: è vero che l’Olocausto degli ebrei ha qualcosa di terribilmente unico, ma sempre alla guerra fu legato, e dalla follia di hitler dettato. Oltre a questo, io credo che proprio perché vittime “principali” dei totalitarismi, gli ebrei dovrebbero spendersi per ricordare gli altri, piccoli e grandi “olocausti” del 900.

    @ cristian: ho scritto forse che hiroshima va commemorata in quanto amerikana? Ho scritto che va considerata un olocausto. Non sopporto le bugie dell’antiamerikanismo, ma nemmeno la retorica dei salvatori a stelle e strisce.

    @ marigold: clap, clap :)

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