Parolibero

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28
Sep
2007

Toh, i demoipocriti birmani

by Parolibero

Hanno scoperto che c’è la dittatura. A metà tra Pol Pot e Pinochet, hanno scritto. Ma dov’erano le Nazioni Unite finora? Dov’erano quelli con le magliette rosse e stiamo aprendo un fondo di solidarietà per i monaci birmani [quando cazzo ve n’è fregato mai dei monaci di qualsiasi religione, perdio].

E dov’era Bush? La Birmania forse non meritava un’esportazione di democrazia pari a quelle che abbiamo visto in Afghanistan e in Iraq? Non dicono sempre che siamo noi l’Occidente liberale, pronto a intervenire quando i nostri valori sono messi in discussione? Quanta ipocrisia. Quante anime belle che parlano di libertà e diritti, e scannerebbero il vicino di casa perché vota Forza Italia. Quante signore da salotto in preda ai rinnovati orgasmi dello yoga maharishi. Com’è bello parlare di bonzi tra un risotto e l’altro.

E’ la storia l’unico motore della democrazia. Servono guerre e rivoluzioni e drammi e sangue, per arrivarci. La democrazia è una conquista, bisogna sapersela meritare. In Europa ne sappiamo qualcosa. Così dev’essere anche per il popolo birmano. L’unico, a poter decidere del suo destino. Auguri a voi, gente di Birmania, ma - nessuno si offenda - sono cazzi vostri: dovete crescere e cavarvela da soli. Rifiutate le mani tese, tutte interessate, tutte sporche di interessi politici ed economici, che vi stanno già tendendo. Rifiutate le lusinghe di Cina e Russia. Una nazione è orgoglio, prima di tutto. Si chiama autodeterminazione dei popoli. Si chiama destino, individuale e collettivo.

E poi, è ora di smantellare l’Onu. Via la Nato. Basta con lo strapotere dei vincitori, sessant’anni ormai ci dividono dalla seconda guerra mondiale. E’ tempo di un nuovo ordine, di regole nuove. A partire da quella più concreta e simbolica: che il petrolio non si paghi più in dollari. Da lì, tutto parte. Guarda caso, in Birmania di petrolio, ce n’è poco.

18 Responses to “Toh, i demoipocriti birmani”

  1. marigold Says:

    no poracci, già hanno abbastanza guai, gli manca l’esportazione di democrazia… piuttosto ho una domanda tecnica: che si fa al lavoro quando ti chiedono un pezzo di colore (…qualcosa di rosso, in questo caso…) su drammi come questo? tipo che-colore-di-maglietta-si-mette-baggio. ti è capitato? saluti

  2. Parolibero Says:

    @ marigold: t’offendi se dico che non ho capito la domanda?

  3. Camelot Destra Ideale Says:

    Grande post, con le palle!
    Però non si diceva: “demoplutocrati”, capisce a’ me!! ;)

  4. loeslcudo. Says:

    http://www.forumlazioultras.it/cgi-lib/ultimatebb.cgi?ubb=get_topic;f=30;t=005242#000000
    applausi.

  5. marigold Says:

    non mi offendo, te la spiego. sul corriere insieme ai morti ammazzati per strada c’erano notizione sui blog che si vestono di rosso, su baggio che torna dal laos e si mette la maglietta color oro, sul vip di turno che si mette le scarpe rosse, aneddoti sulla toyota del dittatore… mi domando sempre come si sente chi scrive cose di questo tipo.

  6. InvernoMuto Says:

    Mi piace quello che hai scritto. Ritoccherei qualcosa, ma mi piace.
    Mi piace l’autodeterminazione dei popoli, ci ho sempre creduto. E - riducendo il concetto al singolo - mi piace l’autodeterminazione dell’uomo. Anche se costa sangue, anche se significa prendere in mano un fucile. E non perchè ami la guerra. Perchè è semplicemente la normale reazione che ogni essere umano dovrebbe avere di fronte ai soprusi.

    My2cents, bro’…

  7. Gigi Massi Says:

    @ camelot: demoplutocrati è roba vecchia :) ho voluto dire che per me l’idea che si possa essere al tempo stesso liberali e antiatlantisti, è ancora valida.

    @ loescludo: grazie [sono laziale solo a livello sentimental-familiare]

    @ marigold: non si sente, scrive e basta :)

    @ invernomuto: autodeterminazione. è il concetto chiave, partiamo da lì, sia da destra che da sinistra.

  8. loeslcudo. Says:

    vale sempre… ; )

  9. Cristian Says:

    Auguri a voi, gente di Birmania, ma - nessuno si offenda - sono cazzi vostri: dovete crescere e cavarvela da soli.

    Continuo ad essere contento che tale pensiero non fosse condiviso sessant’anni fa.

    E spero che il dollaro continui ad essere la moneta di scambio con il petrolio. In caso contrario, ci troveremmo con migliaia di tonnellate di biglietti verdi che non servono più e il cui valore (sull’euro) sarebbe pari a zero. E per l’Europa il fiorente e proficuo mercato americano verrebbe definitivamente chiuso.

  10. cayenna Says:

    Forse è proprio perchè 60 anni fa qualcuno ci ha tolto le castagne dal fuoco, che non ce la siamo cavati da soli, che oggi siamo ridotti come siamo ridotti? Forse è da lì che derivano gran parte dei nostri guai?
    Forse se la Liberazione fosse stata una vera AutoLiberazione saremmo stato un popolo più consapevole della propria dignità, più orgoglioso della propria storia, delle proprie tradizioni e forse un po’ meno “pecorone”, forse ci saremmo ribellati a tante situazioni da 60 anni a questa parte e forse non avremmo perso tempo, ancora oggi, a scannarci tra di noi.
    Dico, forse….

  11. Cristian Says:

    Dici forse e ci sta.
    Ma il forse 60 anni fa non era possibile, c’era invece la certezza di non farcela da soli.

    Onestamente preferisco come è andata e oggi avere “tutti questi guai” (che peraltro non vedo così in quantità).

    Il poco orgoglio sulla propria storia e sulle tradizioni dubito sia colpa di Roosevelt e compagnia cantante.

  12. Gigi Massi Says:

    @ cristian: nessuno mette in dubbio che, in quel momento, dopo una guerra disastrosa, gli americani abbiano rappresentato il male minore (anche perché non era questo che il post diceva). Il guaio è che di lì, gli Usa hanno imposto un’egemonia politica ed economica a tutto il mondo. E questo, detto da un anticomunista come me, credo che valga qualcosa. Perché non si può ripensare questo ordine mondiale? Perché dev’essere eterno e immodificabile? Perché i popoli non possono decidere da soli della loro storia, finanche mettendosi in mano ai dittatori? E infine: perchè per diciassette anni (questa era la domanda del post) gli Usa non si sono mai interessati di Myanmar?

  13. InvernoMuto Says:

    Eh… perchè? Chiediamocelo un po’ il perchè… E perchè nemmeno gli altri hanno mai coperto la Birmania nemmeno di striscio? E, come la Birmania, tanti altri paesi?
    Qui non si parla di colore politico. Si parla delle libertà fondamentali dell’uomo e di come esse vengano strumentalizzate. Non esistono salvatori di nessun tipo, nè Satana e demoni vari. Nessuno si impegola in situazioni del genere se non ha un ritorno economico. Nè sotto una bandiera rossa con falce e martello, nè tantomeno sotto le stars&stripes. O crediamo ancora alle favole?

    [OT MODE On]
    Se con i dollari ci accendono il caminetto mi importa una mazza: mi importa che aumentino le nostre esportazioni, che quando entrano in un negozio escano con diciotto buste, che siano giocoforza costretti a commerciare con noi da compratori-succubi e non da venditori-ricattatori, come invece è adesso. Allo stato attuale delle cose (l’euro a 1,4) il mercato fiorente per l’Europa non so proprio dove possa essere ravvisato. I soldi si fanno vendendo, non comprando. Subiamo l’egemonia economica americana e ci illudiamo di trarne addirittura vantaggio.
    E vogliamo aggiungere il Fondo Monetario Internazionale? La Banca Mondiale? La longa manu che li guida qual è? La mia?
    E poi qual è il valore intrinseco del dollaro se dal 1971 non esiste più la convertibilità in oro? E soprattutto: perchè Nixon ha abolito la convertibilità in oro? Quali sono gli effetti di tale decisione?
    Ma questi sono dettagli, piccoli dettagli. Insignificanti direi.
    [OT MODE Off]

  14. il proverbiale marigold Says:

    scusate non avete l’impressione che l’ordine stia cambiando da sé? peraltro non è un ordine millenario, solo vent’anni fa, ed eravamo tutti già grandi, c’era l’URSS, il muro, la yugoslavia, la cecoslovacchia… il belgio! ;)

    che poi il finale sia lieto non ci metterei la mano sul fuoco… ma mi pare che nessuno abbia interesse a che l’ordine rimanga immutato (soprattutto quelli che stanno guadagnando peso) così come a nessuno conviene che cambi domani mattina (…soprattutto a quelli che stanno guadagnando peso). come dicono qua “tutte le volte che è piovuto, ha sempre smesso”.

  15. noantri Says:

    E che tutto d’un tratto ti risvegli sognatore?

    [aNDy cAPp]

  16. Gigi Massi Says:

    @ il proverbiale marigold: nessuno ha interesse a che l’ordine rimanga immutato? Gli Stati Uniti, sì.

    @ andy capp: e che, i sogni son solo di sinistra?

  17. InvernoMuto » Si vis pacem, para bellum Says:

    […] Non è con questo che si ottiene quello che ci spetta di diritto, la dignità che ogni uomo dovrebbe avere. “Servono guerre e rivoluzioni e drammi e sangue, per arrivarci“, come dice Parolibero. O - per dirla diversamente - “Si vis pacem, para bellum“. […]

  18. Dyo Says:

    Bene per l’autodeterminazione, personale e collettiva. Ma che si debba passare attraverso guerre e sangue mi riempie di orrore, perchè ci saranno sempre vittime innocenti ed incolpevoli. Però, purtroppo, il concetto è giusto. Spiace, e tanto, che non vi si possa arrivare in altro modo.

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