Parolibero

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17
Nov
2007

Supermàrchet

by Parolibero

E’ un periodo che non riesco a uscire dal supermercato senza farmi venire un travaso di bile. Il fatto è che m’innervosisco quando non trovo le cose [cosa tipicamente maschile, mi dicono]. L’altro giorno per esempio, non ho trovato i cerotti [i cerotti, non i fagioli coco nano del Pratomagno] all’Eurospar vicino casa. Poi, c’è la questione dei marchi. Io non capisco perché da Pam [questa cosa non si può dire senza citare le marche, ma dubito che possa trattarsi di pubblicità], non capisco perché da Pam non trovo quei certi biscotti, che invece trovo alla Gs. O perché la Gs non ha alcuni prodotti che ha la Conad [esempio: il caffè Illy per macchina espresso].

A voi sembrerà una stupidaggine, secondo me è la controprova della scarsa propensione alla concorrenza nel nostro paese. Secondo me concorrenza vuol dire che io e te vendiamo gli stessi prodotti, se io son più bravo li vendo un po’ a meno, e ti rubo dei clienti. Qui si mettono d’accordo pure sulle chiusure: la domenica, sui cinque supermercati del circondario, ne apre solo uno. Una settimana ciascuno. Poi: io sarò anche un po’ di coccio, ma fatico a comprendere il criterio col quale ordinano la merce negli scaffali. Perché i lucidi da scarpe sono vicino alla cassa, insieme alle pile e ai profilattici? Vicino alla cassa dovrei trovare quelle cose che si dimenticano, tipo il latte, uno dice ho dimenticato il latte, non dice uh, ho dimenticato l’anello stimolante della durex . E ancora: perché i ricambi del rasoio trilama sono costretto a chiederli alla commessa? [taccheggiatori, vi odio]. Perché in un supermercato trovo l’acqua minerale quella che fa bene ai bambini e in un altro, a cinquanta metri di distanza, no? E perché cambiano la disposizione ogni due settimane, ché poi al posto degli abbracci del mulino bianco [l’unica forma di droga pesante che mi trova consenziente] trovo gli assorbenti femminili?

Son di quei misteri commerciali che a me mi fanno impazzire, tipo il dominio assoluto del Toblerone negli autogrill e in aeroporto [ma chi lo compra il Toblerone? Secondo me è una copertura svizzera per riciclare l’oro sottratto agli ebrei]. 

Insomma, a me mi sa che mi sta un po’ sul cazzo il capitalismo all’italiana. Se proprio dobbiamo essere consumisti, invasi dalla merce, ossessionati dal frigo vuoto, voglio dei supermercati su tre piani, 100mila metri quadrati, e ci voglio trovare tutto: dalle sigarette ai giornali, dagli alimentari ai libri, alla benzina. E pure le commesse in vetrina, ci voglio, come ad Amsterdam. Tiè. Voglio Max Weber [l’etica protestante e il capitalismo] applicato al sistema cooperativo.

Siccome questo non si riesce a fare, almeno da noi, allora tanto vale che esistano i Prodotti Unici Totali Globali: un unico detersivo, prodotto da un’azienda di Stato, in un bottiglione bianco con il numero 1 scritto in nero [l’altro giorno, con tutte quelle etichette colorate, ho preso l’ammorbidente invece del detersivo da bucato]. 2: Prodotto Unico Totale Globale, per la pasta. 3, per il riso. 4 per l’olio. E via dicendo.

Meglio il socialismo reale del capitalismo alla bolognese. O no?  

26 Responses to “Supermàrchet”

  1. antonio Says:

    concordo

  2. InvernoMuto Says:

    [Single-che-smoccola-nei-supermercati Mode ON]
    1) Lamette trilama: Quali taccheggiatori? Quelli che le sgraffignano o chi le vende a 30 sacchi al pacco?
    2) Vogliamo le confezioni mono-persona! ‘azzo me ne faccio di 18 rotoli di carta igienica? Dove sono quelle belle confezioni da 2?
    3) Perchè io - che riempio una busta e mezza - spendo settantottoeuroecinquanta e la famigliola prima di me - con diciotto buste - la bellezza di cinquantadueeuroetrentacinque?
    4) Commesse in vetrina: mmm… meglio metterle ad allestire - su apposiste scalette - le scaffalature, magari in mini grembiulini ed autoreggenti. Come dire? Il “Vedo-Non vedo” ci arrapa di più…
    [Single-che-smoccola-nei-supermercati Mode OFF]

    Ora vi saluto…
    Vado a fare la spesa…

    =)

  3. cayenna Says:

    sisi, te lo meriti proprio l’olio monomarca da supermercato (quello - per intenderci - che viene imbottigliato con una bella etichetta “100% italiano”, “rinascimento italiano”, ecc…, e invece viene dalla tunisia, dalla grecia, dalla spagna con le navi-cisterna!)..visto che davanti a un fantastico olio monocultivar coratina pugliese biologico, pluripremiato dici: “è amaro,me pizzica!” …te lo merito l’olio monomarca da supermercato!
    =)

  4. Alberto Says:

    Ieri alla Coop di via Palmanova a Milano. Abbiamo cercato invano un tipo di pasta. Le farfalline per intenderci, poi ogni marca dà loro un nome particolare. Pasta di tutti i tipi, lunga, corta, integrale, trafilata al bronzo, ma niente farfalline.

  5. Parolibero Says:

    @ antonio: viva la sintesi :)

    @ invernomuto: carta igienica, prodotto unico totale globale n.23 del mio governo ideale…le commesse, n.69 :)

    @ cayenna: io amo il gusto, ma sono contrario alla possibilità di scelta :-*

    @ alberto: le farfalline. è una cosa gravissima, maledette coop rosse :)

  6. InvernoMuto Says:

    Salterò a piè pari i 68 precedenti allora… =D

  7. ninna_r Says:

    Io non solo non trovo l’unica cosa che mi serve davvero, ma scopro anche che di solito l’ipermercato in cui vado sempre ha deliberatamente deciso di eliminarlo dalla lista di quello che distribuisce…
    Ma per bere del caffè americano decente che tocca fare? Il woodoo a qualcuno? (Vorrei sorvolare sulla questione preservativi che mi sa che siamo in fascia protetta…)

  8. marigold Says:

    io pensavo che “liberalsocialista” fosse l’ossimoro per eccellenza, invece leggo “caffè americano decente”! ;-P

    A Gi’, ma che me lo fai apposta? giusto ieri sono andato au supermarché de cordobá sud da cui mancavo da non più di due settimane e ho trovato che:
    a. la disposizione è stata rivoltata come un pedalino, parevo quello che torna al borgo natío e dice “ma qua era tutta campagna…”;
    b. è aumentata un sacco di roba, e di parecchio (ma questo è il post-elezioni).

    comunque anche gli abbracci assorbono molto… ma non so se proporre la sostituzione.

  9. Sunofyork Says:

    “il toblerone, qualcuno sa perchè”
    Robespierre - Offlaga Disco Pax

  10. Parolibero Says:

    @ invernomuto: ma sì, salta pure i preliminari =)

    @ ninna: lo vedi? c’è un boicottaggio antiamerikano delle coop rosse :) [comunque, t’ha risposto marigold]

    @ marigold: eh eh eh…a cordoba trovi gli abbracci? è un mondo fantastico :)

    @ sunofyork: ma chi è ’sto matto?!? [qua il video]

  11. marigold Says:

    no gli abbracci no decisamente. la qualità del frollino nazionale peraltro è molto molto inferiore a quella del mulino - ma anche al marchio coop. la cosa più barilla che arriva qua è la pasta; poi quasi tutto l’assortimento ferrero, e qualche oliaccio che tua moglie manco per farci la miscela del motorino. il tutto a prezzi inverecondi, chiaro.

  12. Noantri Says:

    Siccome questo non si riesce a fare, almeno da noi, allora tanto vale che esistano i Prodotti Unici Totali Globali

    Ehi, fratello: per questo c’è già Cuba!E lì non vedono l’ora di disfarsene, effettivamente.
    Mah… Non ci capisco più niente, io. Vado a farmi un drink. (col raffreddore. Spurga)
    [Ste]

  13. Parolibero Says:

    @ marigold: cioè, quanto costa un pacco di pasta barilla a cordoba?

    @ ste: cuba è un po’ troppo per me, ma un po’ di germania dell’est [tipo goodbye lenin] non sarebbe male :)

  14. marigold Says:

    bo’, l’ultima volta che l’ho guardata stava mi pare sugli 8-9 ARS, che saranno un paio di euro scarsi ma sempre 4 volte la migliore pasta nazionale che peraltro è un po’ peggio della barilla, almeno per me. invece sono apparsi dei pelati made in battipaglia allo stesso prezzo dei nazionali, il che dice che siete molto competitivi, o che a noi ce fregano un sacco de sordi. basta però che sembro la vecchietta della varecchina.

  15. Cristian Says:

    La causa di tutti i tuoi problemi è il più delle volte da ricercare nella parola marketing.
    Alle casse, grazie al marketing, trovi notoriamente le cose che non vuoi comprare, le cazzate per intenderci, gli “sprecasoldi”, messi lì appositamente in un posto dove tu sovente sosti per diversi minuti. E in base al detto “l’appetito vien mangiando”, adattandolo alla situazione…

    Esistono, sempre per le regole del buon marketing, le cosiddette zone calde e zone fredde: le prime sono le aree dove sicuramente il cliente punterà la sua attenzione, le seconde, al contrario, sono aree che il cliente DI SUA SPONTANEA VOLONTA’ non visiterà mai. Ecco quindi che le zone fredde coincidono (per evitare di non vederle), con le aree obbligate, quindi le vicinanze dell’ entrata e la zona pagamento (la cassa).

    Ci sono supermercati che di marketing capiscono un caxxo: sono quelli che con costanza modificano spesso il layout delle disposizioni dei reparti, spesso mixando prodotti per nulla correlati l’uno con l’altro. E’ il caso ad esempio della COOP, almeno dalle mie parti, dove nella stessa corsia, da un lato trovi i grissini e dall’altro i libri.

    Quanto alle lamette da barba, proprio ieri un sondaggio rivelava la natura dei furti al supermercato: al primo posto nella classifica dei prodotti più “ragnati”, svettano proprio le lamette a barba. E ti credo dico io, hai visto che prezzo hanno?!

    Gigi, il socialismo in salsa sovietica no dai, per favore.
    Che l’antitrust inizi a fare il suo dovere, sarebbe ora, ma il socialismo statale delle quote pro-capite lo lascerei decisamente al passato.

  16. Mitì Says:

    Fantastico post! ;-D. E’ finito già ieri sul placidotumblr

  17. Max Weber Says:

    me, la pam.
    mi sta sul cazzo.

    (trad. dal tedesco a cura di Moscardi-Hasselwasse, Comacchio, 1864)

  18. Parolibero Says:

    @ marigold: e i pelati graziella, ce li avete eh? :)

    @ cristian: ottima la tua analisi, zone fredde, zone calde, poi: hai visto che le zone sprecasoldi sono piene di zozzerie per i bambini? Questo è diseducativo, e non c’era nel socialismo reale [vabbè, non c’era manco la libertà, ma stai a guarda’ il capello]…infine: abbiamo un antitrust in Italia? :)

    @ mitì: grazie, l’avevo visto =) [forti questi tumblr, ma non mi avranno mai]

    @ maxweber: professore, ce lo diceva prima, ci risparmiavamo il suo saggio ^__^

  19. InvernoMuto Says:

    “me, la pam.
    mi sta sul cazzo.

    (trad. dal tedesco a cura di Moscardi-Hasselwasse, Comacchio, 1864)”

    [Applausi]

  20. Camelot Destra Ideale Says:

    Gigi, è nato questo (il futuro):
    http://www.perilpartitodellaliberta.com/
    ;)

  21. Parolibero Says:

    @ camelot: nel frattempo berlusca vi ha scavalcato a sinistra, al centro e a destra :) [in bocca al lupo]

  22. Cristian Says:

    @Gigi: certo che abbiamo l’antitrust, è l’ennesimo calderone di roba pubblica succhia soldi.
    Sì perchè di funzionare non ci pensa neanche.

  23. Parolibero Says:

    @ cristian: la mia era una domanda retorica =)

  24. Cristian Says:

    @Gigi: lo so :)

  25. Jon Says:

    Cristian: il cambiare la disposizione ha l’ovvio scopo di evitare che la gente che compra sempre le stesse 2 cose (brioche e wurstel come me) si faccia un percorso ignorando altri prodotti utili (l’asse da stiro parlante).
    Leggo testualmente nello studio di marketing dell’ikea: ‘i libri posti nei display sono tutti svedesi per evitare il furto’ TIE’! noi ce lo siamo rubati e ci siam pure ubriacati di jack daniels (a 1, 50 euro) al bar dell’ikea (esperienza memorabile).
    Ciò dimostra che non ce capiscono un cazzo.

  26. marigold Says:

    a Gi’ ma che sei matto? metti il prodotto unico sulla pasta e sull’olio e hai demolito due delle poche colonne su cui si regge il Paese. guarda che finisci dentro per sovversione, da’ retta a ciccio. altro che iriducibbili.

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