Parolibero

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27
Nov
2007

Io, i congressi, ci ho l’allergia, eppure…

by Parolibero

Oh ragazzi, sono quaggiù, al XXV congresso della Fnsi come delegato. Un congresso, lo sapete, elegge le cariche direttive in scadenza: questo avverrà giovedì sera. Intanto, si parla e si discute e si parla e si discute. Al termine della prima giornata, per esempio, ho imparato che il sindacato è innanzitutto una gara a chi intorta meglio il prossimo, con le parole.

Poi ho imparato che del contratto dei giornalisti, non gliene frega una cippa a nessuno, però se fossero i metalmeccanici ad essere senza rinnovo contrattuale da mille giorni [e lo sono anche loro, anche se non da mille], se fossero i metalmeccanici avremmo già visto le barricate in piazza per conto della borghesia [cit.].

La cosa più divertente dei congressi, ho imparato in queste ore, non è quel che si dice pubblicamente, ma quello che si dice nei corridoi. E’ li infatti che si fanno i giochi di potere. La componente maggioritaria, che governa il sindacato e tutti gli altri organismi della categoria, deve guardarsi le spalle perché pur essendo sempre maggioritaria, è un po’ meno maggioritaria del passato, e allora ecco che scatta l’accordo sottobanco con la componente di minoranza, che poi è fatta tutta da fuoriusciti della maggioranza. Poi ci sono gli sfigati le componenti come la mia, ultraminoritarie, alternative a tutto [saremo sempre d’accordo con una minoranza di persone, cit.]. A noi inutile dirlo, non ci caga nessuno propongono accordi di sorta, perché il numero è potenza e noi, numeri non ne abbiamo [per la stamparomana, siamo 9 delegati, rispetto ai 23 della maggioranza e 14 dell’altra corrente: in tutto, i delegati sono 312].

Che poi, oggi ci si è sentito male pure il nostro consigliere anziano, un decano della stampa parlamentare, 76 anni, gli è preso un coccolone poverino, e abbiamo il problema di sostituirlo [con speciale deroga sulla quale ci faranno sapere] chiamando da Roma, al volo, un altro collega. Insomma, siamo un’allegra armata brancaleone. Ma forse è più divertente così, io almeno credo che sia sempre meglio essere all’opposizione, nella vita.

Comunque, a parte il decano collassato, siamo tra i più giovani, e siamo guardati un po’ come i guastatori, la novità, cosa che ci piace parecchio, inutile dirlo. Per il resto, il panorama anagrafico è sconsolante: l’età media sarà sui 62 anni. Non mi sono stupito quando ho visto arrivare i paramedici col defibrillatore portatile in soli cinque minuti.

Domani farò un intervento molto semplice: dirò, voi che governate il sindacato, voi che vi accingete a governarlo, non pronunciate mai più la parola precari o giuro, che stavolta sparo [vabbè, non proprio così, ma lo dirò]. Vedremo. Se vi va che continui ad aggiornarvi, fate un cenno nei commenti [e sperate che i quattro pc a disposizione per 300 giornalisti siano liberi].

Tuttavia. Se proprio devo confessarlo, la cosa che più mi rode di questa esperienza, la cosa che proprio tu dici, guarda, fai conto che non sia mai successa, è aver perso a calciobalilla, io e un mio collega, contro i due stalinisti colleghi della corrente di maggioranza.

Stasera, rivincita. E da domani tutti di nuovo, a scannarsi allegramente.

2 Responses to “Io, i congressi, ci ho l’allergia, eppure…”

  1. francesco Says:

    i colleghi della corrente di maggioranza, li alleniamo fin da piccoli, a vincere a calciobalilla, non lo sapevi? ;-)

  2. Parolibero Says:

    @ francesco: li allenate a ben altro, se è per questo :)

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