matta roma
by Paroliberoieri, uscivo da biagio e carlo, che sono i miei barbieri, un giorno farò un post su biagio e carlo, ché son dei personaggi, e stanno alla garbatella, e ci vado ormai da ventanni, ma l’indirizzo non ve lo dò perché son già pieni così e poi a me mi tocca fare la fila. dunque, uscivo da biagio e carlo e m’è caduto l’occhio sulla pensilina di una fermata del bus, e su questa pensilina c’era una pubblicità di non so cosa che recitava: quando passa il prossimo? e sotto, l’anonima mano di un buontempone, mi sembra si dica così, aveva vergato con un pennarello nero le parole: lo sa solo dio! e a me questa cosa ha fatto sorridere, mi ha fatto pensare che chi vive in questa città dove vivo io, lo sa davvero solo dio perché dovrebbe essere ancora contento di viverci, eppure ci vive ed è contento di viverci. dopodiché ho acceso una sigaretta, non avevo fretta, piovigginava appena, mi son riparato verso il marciapiede, e lì uno di mezzetà pieno di cicatrici in faccia mi ha chiesto da accendere, e dopo che gli avevo dato da accendere, doveva esser mezzo matto e mezzo sano, questo qui, mi dice fissandomi: mai smettere di essere sé stessi, nella vita! alché, io gli ho detto, ok, ciao. E allora ho capito che una delle ragioni per cui uno che vive nella mia città dovrebbe essere ancora contento di viverci, è la gente che s’incontra nei posti tipo la garbatella, quelli come biagio e carlo, quelli che scrivon delle scritte spiritose, quelli mezzi matti e mezzi sani, quelli.