Parolibero

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05
Apr
2008

notizia

by Parolibero

la notizia, è un animale strano, che ti cambia tra le mani e che puoi tirar per la giacchetta, anche se mai dovresti, ma soprattutto è cosa che non puoi nascondere: se c’è, c’è. e allora, una volta tanto, m’è capitato di dare una notizia per primo, stavolta era quella di air france che se ne va sbattendo la porta, insomma io ero alla magliana, fuori dai cancelli alitalia coi lavoratori incazzati, gli stessi che avevano scritto spinettà, tuà a nuà nun ce devi rompe er ca’, e avevano scritto pure l’ormai classico aridatece la gioconda, io ero là con loro e ho captato da un sindacalista questa notizia, e l’avevano captata anche i colleghi delle agenzie di stampa, come al solito presi dai loro immondi conciliaboli, però stavolta li ho fregati perché io, col telefonino, ho chiamato lo studio e l’ho data in diretta, la notizia, mentre quelli ancora dettavano, insomma una volta tanto li ho bruciati sul tempo, gli ho dato un buco come diciamo noi, cosa ormai inusuale considerato che nel giornalismo italiano, una notizia non è una notizia finché non la scrive l’ansa, e dunque ho fatto questa cosa, una botta di culo niente di più, semplicemente il mio mestiere e le fondamenta di esso, ma non era tanto questo che volevo dirvi, piuttosto che, l’indomani, al lavoro, è stato tutto un fiorir di complimenti e baci e abbracci, e io dàlli a dire ma che cosa ho fatto maima no davvero, e quelli ancora a complimentarsi; allora, dall’iniziale, piccolo, stupido compiacimento son passato alla depressione cosmica, ché, se tutti si stupiscono perché uno ha fatto solo il suo dovere, allora non ho ancora capito che cazzo di categoria siamo diventati, e in che posto misero e mediocre, io lavori mai. 

6 Responses to “notizia”

  1. sergio Says:

    bè, non so dove lavori di preciso, nè conosco la categoria dei giornalisti perchè faccio tutt’altro. “e allora che vuoi?” dirai tu. mi ha colpito la chiosa sul fare il proprio dovere, e lo stupore correlato. non passerei alla depressione cosmica, certo è che forse, stiamo scivolando sempre più. già siamo un popolo di furbi, mò stiamo pure peggiorando. vabbè.

  2. davide l. malesi Says:

    Vabbè, non ti crucciare più di tanto. Non ne ha colpa nessuno, sono i costumi dei tempi.

  3. noantri Says:

    A stronzo, ‘na soffiata alla concorrenza no eh?
    Dopo di “voi” naturalmente…
    :)
    [aNDy cAPp]

  4. Parolibero Says:

    @ sergio: mah, questo è quel che vedo in giro, a spanne, forse sono un po’ troppo pessimista. E poi è un discorso che tocca un po’ tutti, non solo i giornalisti.

    @ davide: è che io ci vivo molto male, in questi tempi…

    @ andy capp: non posso, mi licenziano [prima dovrebbero assumermi, però] ^__^

  5. davide l. malesi Says:

    Eh, ho capito ma (Hegel docet) allo spirito dei tempi nessuno può sottrarsi.

  6. sergio Says:

    e mi sa che c’hai ragione. pure da queste parti non si vede di meglio.

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