Parolibero

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08
Apr
2008

8.55 vs. 4.83

by Parolibero

Certe volte, son le cose piccole che racchiudono il tutto, e in particolare i numeri, io questa cosa dei numeri l’ho già spiegato che è una mia ossessione, e però, ditemi voi se non ho ragione; gli è che ho consultato il conto corrente on làin, c’erano 8,55 euri addebitati per l’imposta di bollo sull’estratto conto a norma del decreto vattelapesca; e poi c’erano 4,83 euri accreditati per interessi e competenze trimestrali. Ora, ditemi voi se in questi due insignificanti numerini non c’è dentro il tutto: un paese strangolato da tasse inique, i consumi che finiscono sottozero, un pil da crisi argentina, il ceto medio che balla la giga sulla soglia della povertà, un sistema bancario assassino.

E, last but not least, il mio giramento di balle.

2 Responses to “8.55 vs. 4.83”

  1. davide l. malesi Says:

    Gigi, adesso non esageriamo però. Il il ceto medio non balla la giga sulla soglia della povertà. A trovarsi in quella situazione lì è, semmai, il ceto operaio (cioè, il poco che ne resta) e quello piccoloborghese impiegatizio.

  2. Parolibero Says:

    @ davide: la balla, eccome. Si è progressivamente proletarizzato. Quanto agli operai, ormai sono sub-proletari [per questo devono ringraziare soprattutto i sindacati che li rappresentano]. La differenza è che mentre i metalmeccanici scendono in piazza, giustamente, per reclamare salari migliori, e nel caso, legittimamente scioperano, impiegati, commercianti e piccoli professionisti se ne stanno in silenzio a cercar di far quadrare conti che non tornano più da un pezzo. Il dramma è lo stesso, dai retta a me.

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