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Archive for April, 2008

09
Apr
2008

e me n’andavo dalla roma dei casini [*]

by Parolibero

Giorni fa, facevo un giro per mignotte, no, che avete capito, ero uscito molto tardi, intorno all’una di notte dalla redazione, non avevo potuto cenare, e allora, affamato come un bue che fa la dieta a zona, m’ero fermato in uno di questi amabili baracchini che si trovano a roma, vicino alle mignotte, e siccome a roma ci son molte mignotte, ci sono anche molti baracchini, molti zozzoni dove fermarsi, e quando come io mi auguro non ci saranno più mignotte, più nessuna donna ridotta in schiavitù, lo so che è il mestiere più antico del mondo, ma a me fanno pena lo stesso, io allora sarò contento, ma anche triste perché molti zozzoni avranno chiuso la loro essenziale attività di dispensare commoventi panini con salsiccia al popolo della notte, mignotte e clienti e poliziotti e ladri e pischelli arrapati. e dunque, ero lì che addentavo in beata solitudine, sul motorino, questo panino con salsiccia e crauti e senape e chèciap, e accanto c’erano due mignotte, stranamente erano mignotte e non trans, ché io abito in una zona di trans, invece queste no, erano proprio mignotte vecchio stile, col rossetto sbaffato, la mini nera, le scarpe rosse col tacco, erano di qualche etnia slava, e queste mignotte parlavano in grande libertà e confidenza con il proprietario del baracchino, lui, lo zozzone in persona. che io penso sia anche il loro protettore, er pappa, pensate che genio del male questo zozzone, lui le controlla e al tempo stesso vende panini ai poliziotti della volante di turno; e i poliziotti sicuramente sapranno, ma chiudono un occhio, se no dove se lo mangiano il panino zozzo alle due di notte, quando cala la palpebra; e di sicuro ogni tanto, i poliziotti si fanno un giretto con le mignotte, e anche questa è roma, non dovete mica troppo scandalizzarvi, una città che sa trasformare la sua corruzione in poesia e letteratura. e al loro tavolino di legno, dicevo, sedeva anche un energumeno molto interessante dal punto di vista antropologico, un ciccione col pizzetto scolpito, alto due metri, i cinque punti neri tatuati sul polso, e questo energumeno, faceva un discorso molto serio ai suoi amici, lo zozzone e le mignotte, e diceva loro: “io c’ho ‘n progetto che se me va bene, svòrto: ‘na villa pe’ scambisti, da quarche parte qua sui colli arbani, a roma nun lo posso fa ché so’ preggiudicato e me tanano subbito. vorei fa’ ‘na cosa scicche, punta’ sull’èrose, mica solo mignotte [le mignotte, a questo punto, annuivano], ‘na cosa pe’ vippe, li politici, l’attori famosi…epperò - continuava l’energumeno - tocca da vede’ chi va ar governo, mo’, tutto dipende da quello, perché co’ la destra ’sto abboccato bene, co’la sinistra ce devo fatica’ ‘n po’ de più, ma ce riesco uguale”. Comunque, tempo sei mesi e me sistemo, diceva l’energumeno. A quel punto, avevo finito il panino, son passato davanti a loro, la mia solita buona educazione, ho detto ciao, buonanotte, e siccome era evidente che avessi sentito tutto, anche perché l’energumento parlava a voce alta, avrei dato l’impressione di chi si sente stocazzo se non avessi detto nulla, allora, accendendo il motorino, ho aggiunto: in bocca al lupo, eh. E quelli, le mignotte, lo zozzone e l’energumeno, m’hanno sorriso.

[* titolo tratto da mamma roma, addio! di Remo Remotti]

08
Apr
2008

8.55 vs. 4.83

by Parolibero

Certe volte, son le cose piccole che racchiudono il tutto, e in particolare i numeri, io questa cosa dei numeri l’ho già spiegato che è una mia ossessione, e però, ditemi voi se non ho ragione; gli è che ho consultato il conto corrente on làin, c’erano 8,55 euri addebitati per l’imposta di bollo sull’estratto conto a norma del decreto vattelapesca; e poi c’erano 4,83 euri accreditati per interessi e competenze trimestrali. Ora, ditemi voi se in questi due insignificanti numerini non c’è dentro il tutto: un paese strangolato da tasse inique, i consumi che finiscono sottozero, un pil da crisi argentina, il ceto medio che balla la giga sulla soglia della povertà, un sistema bancario assassino.

E, last but not least, il mio giramento di balle.

05
Apr
2008

notizia

by Parolibero

la notizia, è un animale strano, che ti cambia tra le mani e che puoi tirar per la giacchetta, anche se mai dovresti, ma soprattutto è cosa che non puoi nascondere: se c’è, c’è. e allora, una volta tanto, m’è capitato di dare una notizia per primo, stavolta era quella di air france che se ne va sbattendo la porta, insomma io ero alla magliana, fuori dai cancelli alitalia coi lavoratori incazzati, gli stessi che avevano scritto spinettà, tuà a nuà nun ce devi rompe er ca’, e avevano scritto pure l’ormai classico aridatece la gioconda, io ero là con loro e ho captato da un sindacalista questa notizia, e l’avevano captata anche i colleghi delle agenzie di stampa, come al solito presi dai loro immondi conciliaboli, però stavolta li ho fregati perché io, col telefonino, ho chiamato lo studio e l’ho data in diretta, la notizia, mentre quelli ancora dettavano, insomma una volta tanto li ho bruciati sul tempo, gli ho dato un buco come diciamo noi, cosa ormai inusuale considerato che nel giornalismo italiano, una notizia non è una notizia finché non la scrive l’ansa, e dunque ho fatto questa cosa, una botta di culo niente di più, semplicemente il mio mestiere e le fondamenta di esso, ma non era tanto questo che volevo dirvi, piuttosto che, l’indomani, al lavoro, è stato tutto un fiorir di complimenti e baci e abbracci, e io dàlli a dire ma che cosa ho fatto maima no davvero, e quelli ancora a complimentarsi; allora, dall’iniziale, piccolo, stupido compiacimento son passato alla depressione cosmica, ché, se tutti si stupiscono perché uno ha fatto solo il suo dovere, allora non ho ancora capito che cazzo di categoria siamo diventati, e in che posto misero e mediocre, io lavori mai. 

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