tette
by ParoliberoCerte volte mi chiedo da dove vengan le parole, chi le inventa per la prima volta, e chi poi, le scrive; come diventano famose, e grazie a chi; e come poi le parole si trasformino col tempo e magari muoiano, e a volte pure rinascano; e dunque stavo sfogliando un bel libro edito da ibis, la riedizione del voyage en egypte di flaubert corredata dalla riproduzione delle litografie di david roberts, pittore inglese, quando ho trovato questo passo:
[Maxime mercanteggia con una donna una collana di corallo, una collana di gran vermigli. Allattava un bambino; si è nascosta per togliere la sua collana, per pudore, ma mostrava comunque le sue “tette”, come dice il vecchio Ruppel]
Trovare quel tette, tra virgolette, devo dire che mi ha emozionato. Tutti noi diciamo tette. Mia figlia perfino, dice tette. E’ nell’uso comune, il De Mauro lo riporta come familiare, ma ormai attraversa tutti i registri, è una parola di successo: l’alternativa corretta sarebbe mammelle, ma la userebbe solo elio delle storie tese. E insomma, a me sapere che -forse- questo termine di uso frequente l’ha inventato Flaubert, o quantomeno l’ha reso famoso, anzi, che il merito sia in realtà del suo amico Ruppel, è una cosa che mi piace parecchio assai.
Che poi, Ruppel, da chi l’avrà sentito?
[qui l’etimologia delle tette]