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Archive for August, 2008

20
Aug
2008

amnesie

by Parolibero

Qualcuno di voi mi può gentilmente spiegare perché ricordiamo l’Idroscalo di Ostia per la morte di Pier Paolo Pasolini, e non per la traversata di Italo Balbo? Grazie.

05
Aug
2008

il genio

by Parolibero

Salgo sul priverno fossanova - roma con l’ipod nelle orecchie, la Rettore strilla il kobra non e’ una biscia / ma un vapore che striscia, guardo schifato una bottiglietta d’acqua e una di cocacola lasciate sul sedile di fronte, mi viene in mente la preziosa erede eco-compatibile che dice non si buttano le carte per terra, sporcaccioni. Sorrido. Accanto a me un signore sui sessanta, con una borsetta da ministeriale sulle gambe, è assorto nella lettura di un microlibro.

Si muore di caldo, l’aria condizionata non funziona. Mi immergo anch’io nelle pagine di un libro rubato a Massimo, I confratelli di Grisham, mi piace ogni tanto leggere Grisham o Stephen King, penso che la letteratura americana contemporanea abbia una marcia in più anche quando è facile, e quando la letteratura è facile e fa passare il tempo e fa star bene, ha assolto alla sua funzione direbbe Seia, e io son piuttosto d’accordo. E tuttavia anche quando facile non è, per esempio in Meridiano di sangue di Mccarthy che ho appena terminato, e pure Il buio fuori, e La strada di cui abbiamo già parlato, la letteratura americana contemporanea mi sembra che abbia una marcia in più.

E dunque mi immergo nella lettura ma, suocera che non sono altro, non riesco a trattenermi dallo sbirciare il microlibro del vicino. Sta leggendo un minielenco telefonico, non vedo bene. Sbircio meglio, è un vocabolario tascabile. Sono seduto vicino a un genio. Un signore con i capelli grassi, enormi occhiali da vista anni 80, sta accanto a me e legge il vocabolario, parola per parola, pagina dopo pagina. Sì, sono seduto vicino a un genio. E’ talmente miope che ci ficca dentro la faccia, affamato di nuove parole da imparare.

Semplicemente, non avevo mai pensato che il vocabolario si potesse leggere come un libro. Non ho mai pensato al vocabolario come a un libro. Sarà che son cresciuto con l’incubo di mio padre che mi ripete vai a trovare questa parola sul vocabolario, e quindi, per me si tratta solo di uno strumento di consultazione. Che poi, da piccoli si consultava soprattutto il significato delle parolacce [lo avete fatto tutti, non mentite].

Quando il treno entra in stazione, dall’ipod Massimo Ranieri urla Se bruciasse la città / da te io correrei. Il genio è arrivato alla parola declino. Fa un cenno di saluto, scende. Penso che ogni persona, è un mistero.           

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