Non ricordo bene se era una canzone di Bersani [il cantante, non il ministro] oppure la copertina di un album, ma c’è un’immagine del Supersantos che s’incastrava sotto alle 127, beh, nessuna immagine rispecchia meglio di quella la nostra infanzia, e la mia, ché papà aveva una 127 rossa, la targa [pensate la grandezza delle mie ossessioni], me la ricordo ancora, ROMA K35974; e insomma, era per dirvi che in questo particolare momento della mia vita, mi sento un po’ come il Supersantos. [di questa cosa aveva già scritto lui, eoni fa]. Ballate anche per me, voi che potete.
Oggi mi son svegliato, oltre che con la schiena dolorante, prontamente zittita con uno di quei dannosissimi cerotti al diclofenac, mi son svegliato con la caviglia [distorta] ovviamente gonfia, e con la paranoia che ci sian dei legamenti sbriciolati dentro [pomeriggio, risonanza]; e inoltre mi son svegliato con lo stipendio più basso di sempre [ma come cazzo è che a dicembre tutti guadagnano il doppio, io la metà: c’è del marcio nel mio commercialista]. Tuttavia, ciò che più rischiava di spammare di malinconia questa splendida giornata romana era una nostalgia di quelle micidiali, quando si tornava da scuola e si vedeva tre cuori in affitto, canticchiando allegramente la sigla e storpiandone ignobilmente le parole inglesi [io, son convinto che john ritter, pace all’anima sua, sia il miglior attore brillante dopo cary grant]. E infine, alzi la mano chi di voi maschi [e anche voi femmine, esseri perversi per definizione] non ha mai intrattenuto relazioni sessuali con la mora e la bionda, senza che loro due ne venissero mai a conoscenza. Se siete ciechi e/o comunisti, ora sapete con chi prendervela =)