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Archive for the 'cinema' Category

26
Oct
2006

cinecazzeggio

by Parolibero

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Da C’era una volta in America:

- Hey Noodles, cosa hai fatto in tutto questo tempo? - Sono andato a letto presto.

Era un po’ che volevo fare questo sondaggino scemo tra di voi, cari amici. Mi dite qual è la battuta cinematografica che amate di più? Grazie. Come dite? No: i porno non valgono :-)

E.Morricone, C’era una volta in America - Tema di Deborah

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12
May
2006

Oggi mi sento così - Il tempo delle mele

by Parolibero

Certe cose non si fanno, lo voglio dire chiaro e tondo al responsabile della programmazione di Ram Power che oggi alle 17.28, mentre ero in coda sulla Flaminia e rassegnato a starci per almeno mezz’ora, mi manda in onda Reality. No, dico: Reality…

Met you by surprise, I didn’t realize
That my life would change forever
Saw you standing there
I didn’t know I cared
There was something special in the air

Sul cavalcavia al km.11 mi si è materializzata Sophie Marceau sui pattini con le labbrucce a cuore, c’è mancato poco che tamponassi…poi m’è tornata in mente Romana.

Dreams are my reality
The only real kind of real fantasy
Illusion are a common thing
I try to live in dreams
It seems as if it’s meant to be

Romana Dal Forno, scrivo il cognome perché magari legge questo blog e facciamo una carrambata, ecco: Romana era (è) una mia compagna di classe delle elementari, rossa di capelli, tutta lentiggini, dieci centimentri più alta di me. Di padre francese, con quest’accento transalpino che a me mi faceva balbettare. E’ a lei che devo il mio primo lento, i due minuti di “ballo della scopa” più belli della mia vita. Venticinque anni dopo, voglio dirle: grazie.

Oggi mi sento così. Il tempo delle mele.

11
May
2006

Oggi mi sento così - La casa dei nostri sogni

by Parolibero

Ho sempre sognato di essere Cary Grant. Che poi non è che sia un patito dei suoi film, non li ho nemmeno visti tutti. Più che altro mi faceva impazzire la sua faccia con le fossette, con quell’aria da mezzo imbranato e mezzo seduttore. Molti dicono che fosse gay, e che nonostante ciò avesse perso la testa per la Loren.

(”Burt è frocio?” Citazione, al primo che la indovina faccio scrivere un post a piacimento sul mio blog: sempre che interessi ;-)

Tornando a Cary Grant: “La casa dei nostri sogni” l’avrò visto almeno sette volte, ogni volta dico a Camilla: “lo dobbiamo vedere insieme” e sono sette anni ormai che lo dico. Forse perché abbiamo trovato i nostri sogni ma non ancora la casa.

E’ un film che passa duecento volte l’anno su Telepace (qualcuno per favore mi spieghi perché) e Telepace a Roma si prende pure sotto la metro. In questa commediola brillante lui fa il pubblicitario, vende il prosciutto Uan, deve inventarsi uno slogan ma è in crisi creativa, e nel frattempo si avventura nella costruzione di una casa in campagna che finisce per togliergli il sonno. Tra le fatture che lievitano di giorno in giorno, con il licenziamento che incombe, ci si mette pure la moglie che fa la scema col suo migliore amico. Fino all’inevitabile happy end.

Ecco, oggi mi sento così. Anche se non ho le fossette e sono più imbranato che seduttore.

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