by Parolibero
la notizia, è un animale strano, che ti cambia tra le mani e che puoi tirar per la giacchetta, anche se mai dovresti, ma soprattutto è cosa che non puoi nascondere: se c’è, c’è. e allora, una volta tanto, m’è capitato di dare una notizia per primo, stavolta era quella di air france che se ne va sbattendo la porta, insomma io ero alla magliana, fuori dai cancelli alitalia coi lavoratori incazzati, gli stessi che avevano scritto spinettà, tuà a nuà nun ce devi rompe er ca’, e avevano scritto pure l’ormai classico aridatece la gioconda, io ero là con loro e ho captato da un sindacalista questa notizia, e l’avevano captata anche i colleghi delle agenzie di stampa, come al solito presi dai loro immondi conciliaboli, però stavolta li ho fregati perché io, col telefonino, ho chiamato lo studio e l’ho data in diretta, la notizia, mentre quelli ancora dettavano, insomma una volta tanto li ho bruciati sul tempo, gli ho dato un buco come diciamo noi, cosa ormai inusuale considerato che nel giornalismo italiano, una notizia non è una notizia finché non la scrive l’ansa, e dunque ho fatto questa cosa, una botta di culo niente di più, semplicemente il mio mestiere e le fondamenta di esso, ma non era tanto questo che volevo dirvi, piuttosto che, l’indomani, al lavoro, è stato tutto un fiorir di complimenti e baci e abbracci, e io dàlli a dire ma che cosa ho fatto mai, ma no davvero, e quelli ancora a complimentarsi; allora, dall’iniziale, piccolo, stupido compiacimento son passato alla depressione cosmica, ché, se tutti si stupiscono perché uno ha fatto solo il suo dovere, allora non ho ancora capito che cazzo di categoria siamo diventati, e in che posto misero e mediocre, io lavori mai.
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by Parolibero
Eh, gli incontri che si fanno nella vita. Lui è il mitico Jean-Louis Rossinì di Febbre da cavallo. E’ un apprezzato caratterista del cinema italiano, con 80 film all’attivo. In realtà si chiama Renzo Ozzano ed è un cronista vecchio stampo, di quelli che alla mattina fanno il giro in Questura. L’ho incontrato al Congresso. Potevo esimermi dal chiedergli una foto?
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by Parolibero
Dunque stasera si vota. Esito scontato, Franco Siddi segretario e Roberto Natale presidente della Fnsi. Si tratta solo di vedere se già alla prima votazione [maggioranza qualificata] o alle successive. Intanto prima della votazione finale ci aspetta un’infinità di ordini del giorno, mozioni e documenti da approvare. Immaginate trecento sfigati con un tesserino rosa in mano, che alzano a comando, e facilmente si impicciano tra una votazione e l’altra. Tuttavia, a margine di questo rito estenuante, pletorico, bizantino e perversamente assembleare che è il congresso, ho avuto oggi una ricompensa di altra natura.
Francobaldo Chiocci, della mia delegazione e stessa corrente, mi ha regalato i suoi ricordi. Il suo nome non dirà nulla a molti di voi, ma lui è stato un grande inviato speciale del Tempo, sin dai tempi del fondatore Angiolillo. Poi direttore di giornali minori, autore di diversi libri sul giornalismo. Mi ha raccontato di quando, ragazzino, fu spedito in India, a misurarsi con la bravura di colleghi più esperti come Giampaolo Pansa. Di quando riuscì a trovare il nascondiglio di Giangiacomo Feltrinelli, l’editore bombarolo, a Oberhofen, in Carinzia. Dei suoi tanti scoop fatti di sudore, passione e naturalmente fortuna. Dei suoi tre figli, nessuno dei quali ha visto nascere perché era sempre all’estero. E’ un personaggio incredibile, staresti ore ad ascoltarlo, ha più di 70 anni ma una vitalità e un’energia invidiabili. Mi ha riferito cose irriferibili e sconosciute su colleghi blasonati, tipo Zavoli, Biagi Montanelli eccetera. Gira su una Jaguar correndo come un pazzo. Venendo qui in macchina da Roma, s’è fermato a Foggia da una sua fidanzata. Mangia che è una bellezza guardarlo. Dice sempre cazzo, a mo’ di intercalare. Rompe le palle alle hostess del congresso. Un mito.
Voglio dirgli grazie, anche se parlare con lui, m’ha reso il tutto infinitamente più malinconico. Quello mi racconta di un mestiere bellissimo e scomparso, noi siamo qui a farci pugnette sui problemi del giornalismo on line.
Mah.
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