Delle robe da giornalisti con pippe mentali annesse
by ParoliberoHo sempre sognato di fare il direttore. Ora, finalmente posso. Nel frattempo, perdonate l’autoreferenza, da queste parti si è arrivati secondi al premio giornalistico organizzato da loro: millecinquecento euro e premiazione a Capri il 13 luglio. Son quelle robe che uno, per un attimo, pensa, perché io valgo, come nella pubblicità, ma poi torna a dirsi che si tratta nient’altro che di culo. Che nella giuria, c’era anche il tuo capo e allora, non lo sai più mica tanto se la frase della pubblicità, la puoi indossare o no. E poi immagini pure che se incontrassi uno che ti ha ascoltato, gli chiederesti, ma lei, sì proprio lei che ha avuto la ventura di ascoltarmi, me lo darebbe mica un premio giornalistico? E dopo pensi che le cose che hai sempre pensato dei premi giornalistici, e delle pastette che vi si fanno attorno, son tutte drammaticamente vere, ma il tuo scandalizzarti è ancora peggio, maledettamente ipocrita, maledettamente infantile. Maledettamente da escluso: fin qui, finora. E’ che uno si fa delle pippe mentali, a volte. Con questo direi che il post assume andamento circolare, e lo possiamo chiuder qua.
Voi però, bentrovati.