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Archive for the 'questo mestieraccio' Category

12
Apr
2007

Il ragazzo si farà

by Parolibero

In redazione da noi è arrivato uno stagista di trentatré (33) anni. 

04
Apr
2006

Coglione è chi si offende per una battuta

by Parolibero

Ero là, alla Confcommercio, per lavoro.

Innanzitutto, la frase esatta pronunciata da Berlusconi è questa: “ho troppa stima per l’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro il proprio interesse”. C’è differenza sostanziale, almeno per chi non consideri l’italiano un’opinione, da “…così tanti coglioni che votano a sinistra”, riportata da agenzie, tv e siti Internet. Detta così, estrapolata dal contesto, non ha nemmeno granché senso. Uno si potrebbe chiedere (si dovrebbe chiedere, ma mi rendo conto che mandare il cervello all’ammasso è più comodo), dicevo uno si potrebbe chiedere: ma perché l’ha detto? Come nasce quella frase? Berlusconi aveva appena terminato il capitolo del suo intervento tutto dedicato alla tassazione del centrosinistra (cuneo fiscale, bot e cct, successioni, rendite finanziarie, Irap), ovviamente criticandola con i suoi toni coloriti. Beh, alla fine di questa parte del discorso, il premier ha pronunciato quella battuta col sorrisetto sulle labbra, stava parlando ricordiamolo a una platea “amica” di imprenditori, che l’hanno applaudito più volte. Subito dopo ha aggiunto: “un linguaggio rozzo ma efficace”. Risate e applausi.

Ora: coglione, è termine sicuramente triviale. Ciò non toglie che io dò del coglione amichevolmente tre volte al giorno ai miei amici e colleghi, e nessuno si sogna di togliermi il saluto. A Roma, poi, coglione è quasi un complimento: indica affettuosità cameratesca più che intenzione di offendere. Sarebbe perfino superfluo ricordare tutti i simpatici e innocui appellativi, da mafioso a delinquente, che Berlusconi ha ricevuto in questi anni (ci pensa Daw a ricordavelo, se avete la memoria corta). Ma comunque.

Il premier ha parlato di tante altre cose, per un’ora e mezza, certo con i suoi cavalli di battaglia (magistratura, Prodi utile idiota, statalisti eccetera) ma anche lanciando una proposta innovativa di esenzione dall’Irap per 3 milioni di piccole imprese, che se vogliamo era la vera notizia economica di oggi. Eppure, tutti pronti a prendere quella frasetta, estrapolarla dal contesto, sterilizzarla del tono ironico e “tra amici” e darla in pasto ai Tg per montare il caso.

Vi do un’altra modesta chicca: di fuori, il solito contestatore (un mezzo matto con un barbone bianco) ha iniziato a gridare: “Silvio sei un buffone, racconti solo favole, ridimensionati” (giuro diceva proprio ridimensionati: ma che insulto è ridimensionati?), e Berlusca paziente e sorridente, appoggiato alla macchina, a prendersi gli insulti per poi chiosare: “Lei caro mio legge solo l’Unità, arrivederci”.

Io direi che i coglioni certe volte sono i giornalisti (me incluso eh, ma non in questo caso).

UPDATE> Le “prove tecniche di regime”, di Mario Sechi (via Daw)

07
Mar
2006

Questo mestieraccio / 4 - I gadget

by Parolibero

L'ispettore Gadget

C’è il collega tv che si occupa di motori e dopo aver usato gratis per sei mesi la Mercedes Classe E, la compra a un terzo del prezzo di listino. Naturalmente dopo sei mesi la rivende perché gliene danno un’altra in prova gratuita.

C’è la firma economica di punta del grande quotidiano che riceve a Natale due casse di Jacques Selosse da parte dell’azienda Tal dei Tali, in segno di rigraziamento per “la bella intervista all’amministratore delegato”.

C’è il giornalista sportivo che riceve dalla A.S.XXXXX l’abbonamento gratuito in Tribuna per il figliolo diciottenne.

C’è il collega che si occupa di tecnologie, Internet e via dicendo e a lui “danno i palmari in prova”. Ovviamente questi palmari funzionano sempre benissimo, e lui lo scrive perché è uno scrupoloso. I regali tecnologici vanno per la maggiore, come dimostra anche questo incredibile caso di qualche tempo fa.

C’è la giornalista che si occupa di viaggi e una volta l’anno sparisce misteriosamente per una settimana alle Canarie. Là, ovviamente non c’è nulla su cui riportare. Al ritorno, abbronzata e rilassata, dice che “è andata a mantenere i contatti”.

A commento di questa indecorosa Repubblica delle markette, è quanto mai attuale ciò che scriveva Ruggero Bonghi quasi cent’anni fa:

“E’ assurdo pretendere che si possa restare un galantuomo facendo il mestiere di giornalista (…) più misero è il compenso, più è disposto, più è costretto a vendersi e rivendersi. Si vende e si rivende a tutti, a banchieri, a capiparte, a candidati, a ministri. Esercita così il più disonesto ufficio che si possa esercitare in una società civile”.

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