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Archive for the 'televisioni' Category

16
Apr
2008

l’italia sul due

by Parolibero

Oggi, uscivo dal bar aziendale con un collega, ci siamo ritrovati nel bel mezzo dell’italia sul due, sapete quelle ricostruzioni trash che fanno di vicende vere, quelle robe inquietanti al cospetto delle quali la de filippi appare come un gigante dell’etere; beh, giravano una scena con due adolescenti che si baciavano al tavolino, poi arrivava un terzo, scattava la scenata di gelosia, lo schiaffo e il pugno, una roba raccapricciante in termini di recitazione e qualità artistica e tecnica, e poi che cazzo, io son uno che pensa che a quell’età, sedici anni, alle quattro del pomeriggio si dovrebbe stare a casa a studiare, sarà che sono vecchio stampo; insomma dopo il caffè ci siamo ritrovati in questa scena, non potevamo raggiungere le scale per tornare in stanza, siamo stati lì a guardare, mentre l’assistente di regia ci faceva segno di star zitti, e il regista, sulla scena del bacio, ha urlato, ve la faccio rifare finché non vedo la lingua, ha detto proprio così, per la gioia del ragazzino che doveva far la scena, e insomma per un po’ io e il mio collega abbiamo vissuto in questa dimensione parallela dell’italia sul due, e ci è sembrata parecchio brutta, come italia, come gioventù, come televisione, come tutto.

28
Oct
2007

Down

by Parolibero

Tempo fa, non ero riuscito a scriver di questo, ché l’episodio mi aveva toccato nel vivo, ora, però, son pronto, e vi racconto di una mattinata al parco con Vittoria, lei sull’altalena, accanto a lei, nell’altra altalena, una bimba della sua età, una bimba down, io l’ho trovata bellissima, anche con quella sua testolona già fuori dalla norma, e quell’aria un po’ assente. E però con un sorriso contagioso sulla bocca, e inspiegabili mormorii di quelli che fan tutti i bambini di due-tre anni, quei discorsetti che precedono l’articolazione delle frasi lunghe e che sono una finestra aperta sul fantastico mondo interiore dei piccoli.

E dunque, questa bimba aveva splendidi capelli biondi, lunghi e lisci, e occhi azzurri come laghetti alpini, e la mia Vittoria, che invece è tutta castana, se la guardava, ricambiata, dondolando sull’altalena, mentre io guardavo invece il suo papà, un po’ di sbircio per non essere indiscreto, lo guardavo mentre spingeva la sua bambina, ecco, quello che mi ha colpito di quel papà, un papà che era molto in là con gli anni, almeno cinquanta, sono gli occhi. Due occhi tristi. Rassegnati. Pieni d’amore, di un amore che forse io, voi, noi normali non conosceremo mai.

Un’altra cosa che mi ha colpito è che questo papà non parlava con la sua bimba, niente, nemmeno una parola, nemmeno una stupidata di quelle in cui io spesso eccedo, tipo vola-vola o guarda l’uccellino, niente, lui la spingeva e basta. Dopo qualche minuto di questa scena però m’è venuto un magone, ho pensato: se le faccio ciao ciao con la manina, il padre penserà che la compatisco, che la compatisco perché la considero diversa e svantaggiata, e poi, all’esatto contrario, ho pensato se non le faccio ciao ciao con la manina come faccio a tutti gli altri bimbi, passo da maleducato e insensibile e razzista, e insomma sono stato un vero imbecille a non far niente, prima che quel papà se ne andasse. Del resto, io son fatto così, mi blocco, mi raggelo quando le emozioni mi sovrastano, mi pianto come un gregario sulle curve del Mortirolo.

La cosa più incredibile, inoltre, è che mi son vergognato di quel che ho, mi son sentito in colpa, pensate che stupido, di avere una figlia così bellissima e così tremendamente normale. E normale non si usa qui in antitesi ai down, ché son normali anche loro, solo con uno stupidissimo cromosoma in più, ma normale quanto alla vita che quella meravigliosa bimba potrà fare, e pensavo alle pene dei suoi genitori, ai sacrifici, al coraggio che deve richiedere crescere un figlio così.

Ecco, tutto questo non ero riuscito a dirlo, sono argomenti delicati, ora l’ho detto. Ma l’ho detto per insofferenza e per reazione, cioè dopo aver visto a C’è posta per te l’ennesima storia col ragazzo down di mezzo, ormai ce n’è una in ogni puntata, sapete. 

Beh, io vorrei dire alla De Filippi che trovo questa strumentalizzazione di una condizione genetica, semplicemente VER-GO-GNO-SA. Proprio non riesco a capire, signora De Filippi, come mai le associazioni dei genitori delle persone down non siano ancora venute fuori dagli studi Mediaset a massacrarla di botte. Lei, signora De Filippi, mi fa vomitare; lei con la scusa di coronare un sogno, lei vende spot milionari, e specula sulla sensibilità della gente per fare audience, lei tradisce e violenta quella stessa sensibilità che io ho avuto inceppata, al parco, con quella bimba, tempo fa.

Se proprio vuole un down, signora De Filippi, in ogni puntata, farebbe prima a prender suo marito come ospite fisso. Senza offesa per i down, s’intende.

29
Jun
2007

Cose inconfessabili da confessare

by Parolibero

Io, gli anni ‘80 erano ormai finiti, mi piaceva Samantha di Non è la Rai. Credo di averla perfino aspettata fuori dagli studi del Palatino, ma non ci sono, spero, testimoni. E voi, cosa vorreste confessare d’inconfessabile, qui su questo blog che tanto non ci sente nessuno?

P.S. Su gentile richiesta di Cristian, un pezzo di Michael Cretu, che poi era il marito di lei. Buon ascolto, eh.

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