Io sto con l’ippopotamo
by ParoliberoVolevo dirvi che quando il concorrente coi lucciconi agli occhi, sudato e tremante innanzi alla possibilità d’intascare i 250mila pippi che altrimenti guadagnarebbe in dieci anni della sua vita, sto parlando di quell’inno all’intelligenza che risponde al nome di Affari tuoi, beh quando la signora dell’entroterra calabrese momenti si fa venire uno sturbo perché i soldi sono lì, a portata di mano, a portata di botta di culo; solo il culo infatti, il suo grosso culone infiammato dalla ’nduja, è lo spartiacque che separa i 250mila pippi dall’ippopotamo; che poi, non dovrebbe protestare qualcuno, quando si mette in palio un ippopotamo, non è eticamente censurabile Cristo Santo che si metta in premio un ippopotamo, non dovrebbe uscire il comunicato della Protezione animali, o del Moige, fa lo stesso; insomma, quando c’è quello lì che da attore di teatro non se lo cagava nessuno e ora è un semidio dell’immaginario catodico collettivo, Insinna mi sembra che si chiami, quello lì che si vede che ha studiato e poi è tanto un bravo ragazzo signora mia. Beh, in quei momenti lì, io sto con l’ippopotamo.
Quanto sei stronzo, mi dice a quel punto l’amata Cayenna.