Parolibero

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14
May
2008

l’amico angelo

di Parolibero

Sere fa, sfogliavo una rivista, vittoria era accanto a me, in questa rivista a un certo punto c’era il david di michelangelo, preso a prestito per una pubblicità, io ero passato tranquillamente oltre, vittoria invece m’ha fatto tornare indietro, e iniziato a far domande sul david, e io a spiegare l’episodio biblico un po’ come me lo ricordavo, a tozzi e bocconi direi, e poi a dirle che michelangelo, il più grande pittore e scultore mai esistito, come barbabarba ha detto lei, ancora più bravo le ho risposto io, questo michelangelo insomma ha fatto tante cose belle, e anche una cosa bellissima che sta a san pietro, e si chiama cappella sistina, e presto papà ti ci porta, le ho detto, poi ho preso un libro fotografico su michelangelo e lo abbiamo sfogliato insieme, e lei ogni volta voleva che tornassi al david e le raccontassi la storia, o leggenda o quel che è, il sasso e la fionda e la decapitazione e tutto il resto. E ogni volta dovevo aggiungere dei particolari, se no lei non si divertiva, e dovevo spiegargli perché era nudo, perché ha il pisellino di fuori, le ho detto, michelangelo lo ha scolpito tutto nudo, perché venisse fuori tutta la sua bellezza, tu devi pensare vittoria che prima il david stava dentro un blocco di pietra, poi michelangelo lo ha tirato fuori con il martello, e adesso lo ammirano da tutto il mondo, guarda gli occhi le ho detto, sembra che ci stia guardando, lei s’è un po’ intimorita, mi fa paura, no anzi mi piace. E comunque vittoria, ho proseguito, per il significato autentico lo sai che devi chiedere alla mamma, è lei quella colta, che ha frequentato i licei della roma-bene, papà invece è il re degli ignoranti, e le cose te le racconta alla carlona, anche se ci ha della fantasia e ti fa divertire. E alla fine s’era fatto tardi, è ora di andare a letto, vittoria.

E lei: no, papà, voglio ancora la storia dell’amico angelo.

11
May
2008

scontro di civiltà

di Parolibero

la prossima volta che trovo il kebab in una pizzeria al taglio, sparo a vista (sul kebab).

28
Apr
2008

maggior di roma

di Parolibero

Di questi tempi roma è misteriosa e romantica e ti incanti a guardarla, le ragazze accorciano le magliette, e ti incanti a guardare pure alcune di loro, poi, vai a lavorare la mattina presto prestissimo, e arriva il momento magico, quando passi sul lungotevere, a sinistra c’è castel santangelo, sgraziato e maestoso, quello è il momento magico, allora pensi che davvero non vedrai cosa al mondo maggior di roma, mi sembra lo dicesse pure orazio, e poi l’avesse messo in musica puccini, insomma non la vedrai, no. E insieme a tutto questo struggimento per la tua città, un mal di roma che in primavera s’inasprisce fino a rendere insopportabile la routine quotidiana, e difficoltoso il dovere di vivere; ti tocca provare la nostalgia di vedere torme di pischelli che bivaccano allo zozzone di corso francia, son tornati ora dalle discoteche, e ridono e scherzano e son mezzi brilli, e si baciano come ci si bacia a diciottanni, e allora in tutto questo struggimento pensi a quando anche noi, dieci anni fa, s’andava a ballare, poi a mangiare il cornetto a testaccio; e quella su cui avevi messo gli occhi era una ragazza coi capelli sciolti, e tanto bisogno di un mollettone.

Anobii

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